Il grande successo dell'agriturismo ha evidenziato la presenza sempre maggiore di un turismo responsabile che vuole viaggiare nel pieno rispetto dell'ambiente e delle tradizioni locali. L'ittiturismo, chiamato da alcuni "agriturismo del mare",  offre la possibilità di vivere una giornata come un pescatore, mangiando nelle case dei pescatori o a bordo dei pescherecci o pernottando nelle case tipiche dei borghi marinari.

Qui di seguito l'elenco degli operatori ittituristici in formato .pdf.

Mangiare il pesce freschissimo preparato sul momento dagli stessi pescatori, vivere l'ambiente e il paesaggio marino sono valori che stanno assumendo sempre più significato e diventano per i pescatori un'opportunità di crescita economica e professionale. Per questo la Giunta regionale con DGR n.827/2020 ha approvato le "Disposizioni attuative per l'esercizio delle attività di ittiturismo" che offre ospitalità ai turisti nelle case dei pescatori professionisti, con somministrazione e degustazione dei prodotti tipici locali

Per approfondire: è scaricabile al link Esercizio dell'attività ittituristica la documentazione per accompagnare gli operatori verso l'organizzazione di nuove attività di ittiturismo. Attraverso queste "linee guida" si mettono a disposizione informazioni sull'attuale normativa, sulla sicurezza, l’igiene degli ambienti e degli alimenti, gli obblighi fiscali e previdenziali, gli uffici presso i quali recarsi e quale documentazione presentare per avviare queste attività. Si propongono, inoltre, suggerimenti e buone prassi sulle modalità di accoglienza e assistenza del turista.

Affiancare l'accoglienza turistica alla tradizionale coltivazione della terra offre agli agricoltori la possibilità di diversificare e integrare la propria attività.

Sono definite attività agrituristiche quelle esercitate esclusivamente dagli imprenditori agricoli ai sensi dell'art.2135 del Codice civile in connessione con le attività agricole. Tra queste attività sono comprese anche i servizi di ricezione, ospitalità, degustazione di prodotti, fattoria didattica. Per questo motivo essere titolari di un'azienda agricola avviata è un prerequisito per chi voglia aprire un agriturismo, insieme alla disponibilità di immobili idonei.

In Liguria, per regolamentare e sostenere un settore in continua espansione, che comprende le forme di turismo legate alla terra e al mare, il 21 novembre 2007 è stata emanata la L.R. n.37/2007 "Disciplina dell'attività agrituristica, del pescaturismo e ittiturismo".

Per far conoscere ai cittadini il Programma di sviluppo rurale sono state mandate in onda su Radio 19 una serie di interviste dal titolo "Vivere in campagna" nelle quali le imprese raccontano la loro esperienza col Psr.

Molti e diversi sono i motivi per cui la Regione interviene finanziariamente a sostegno della produzione agricola. Tra questi risultano prioritari:

  • sostegno a situazioni o momenti particolarmente difficili che potrebbero danneggiare pesantemente settori e zone colpiti
  • incentivo all'attuazione nel locale di orientamenti generali di programmi nazionali e comunitari

È il caso delle quote latte, dei contributi per la riconversione e la ristrutturazione dei vigneti, degli sgravi fiscali per l'acquisto di terreni e di carburante agricolo, dei finanziamenti per la depurazione delle acque reflue dei frantoi, dei risarcimenti per i danni da calamità naturali e altre forme di agevolazione.

I contributi e i finanziamenti all'agricoltura della Regione Liguria spesso sono a fondo perduto e vogliono incentivare le nuove imprese di giovani agricoltori. Tra i molti programmi regionali che offrono alle aziende importanti opportunità economiche e finanziarie, segnaliamo:

  • Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013
  • Fondo Europeo della Pesca (FEP)

Tutti i moduli per chi lavora nel settore turistico: agriturismo, ittiiturismo e pescaturismo.

Tutti i moduli per chi lavora nel settore dell'olivicoltura

Qualora per iniziare o variare l'attività agrituristica siano previsti gli interventi urbanistico-edilizi di cui alla deliberazione della Giunta regionale n.604/2025, si applicano le procedure di cui al punto II della legge regionale 10/2012 nel cui ambito deve essere verificata anche la sussistenza dei requisiti per l'esercizio dell'attività agrituristica relativamente alla prevalenza e connessione dell'attività agricola rispetto all'attività agrituristica, tramite la seguente modulistica.

A lavori edilizi ultimati, avendo conseguito il certificato di agibilità, prima dell'avvio dell'esercizio dell'attività il titolare è tenuto a presentare Scia - segnalazione certificata di inizio attività.

Tutti i prodotti liguri della panificazione: la tradizione si fa golosa...

DOC Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà

Zona di produzione costiera che comprende i Comuni di La Spezia Riomaggiore Vernazza e Monterosso al Mare. Vino bianco che si ottiene da vitigni Bosco (almeno il 40%) Albarola, Vermentino (da soli o separatamente fino ad un max. del 40%) e altri vitigni liguri a bacca bianca (fino ad un max. del 20%). Vino sapido che ben si adatta ai piatti di pesce della cucina ligure.
Recentemente sono state riconosciute tre sottozone produttive: Costa de Sera, Costa de Campu e Costa da Posa. La resa massima dei vigenti è di 90 q.li/ha che scende a 85 qli/ha nelle tre sottozone. La resa uva - vino massima è del 70%. La produzione più tipica e conosciuta della Zona è il vino passito Cinque Terre Sciacchetrà ottenuto con le stesso uvaggio del Bianco secco ma vinificando le uve previo appassimento post-raccolta su graticci in luoghi ombreggiati e ventilati senza ricorrere a ventilazioni o riscaldamenti forzati. La vinificazione delle uve appassite per la produzione dello Sciacchetrà non può avvenire prima del 1° Novembre successivo alla vendemmia. Prima della commercializzazione è obbligatorio un anno di invecchiamento. Tale periodo sale a tre anni per la tipologia Riserva.La resa in vino massima è del 35%.

DOC Colli di Luni 

Zona di produzione collinare che interessa due province e due regioni (Liguria e Toscana) i Comuni ricadenti in provincia di La Spezia sono: Ortonovo, Castelnuovo Magra, Santo Stefano Magra, Bolano, Calice al Cornoviglio, Beverino, Riccò del Golfo, Follo, La Spezia, Vezzano Ligure, Arcola, Lerici e Ameglia con esclusione delle zone pianeggianti alluvionali della vallata del Magra.
Tre tipologie di vino:Colli di Luni Vermentino si ottiene da vitigno Vermentino ( in purezza o con un minimo del 90%); Colli di Luni Bianco si ottiene da vitigni Vermentino (almeno il 35%) Trebbiano Toscano (dal 25% al 40%) ed altri vitigni liguri a bacca bianca (fino ad un max. del 30%); Colli di Luni Rosso si ottiene da vitigni Sangiovese (dal 60% al 70%), Canaiolo, Pollera, Ciliegiolo da soli o separatamente per almeno il 15%) e altri vitigni liguri a bacca rossa (fino ad un max. del 25%).La resa massima dei vigneti è di 100 q.li/ha. La resa uva - vino massima è del 70%.

DOC Colline di Levanto

Zona di produzione costiera che interessa i comuni di Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina . Colline di Levanto bianco che si ottiene da vitigni Vermentino (almeno il 40%), Albarola (almeno il 20%), Bosco (almeno il 5%) Vermentino e altri vitigni liguri a bacca bianca (fino ad un max. del 35%). Vino sapido che ben si adatta ai piatti di pesce della cucina ligure. Colline di Levanto rosso che si ottiene da vitigni Sangiovese (almeno il 40%), Ciliegiolo (almeno il 20%) e altri vitigni liguri a bacca rossa (dal 20% al 40%). La resa massima dei vigneti è di 90 q.li/ha. La resa uva - vino massima è del 70%.

IGT Liguria di Levante

Zona di produzione comprendente l'intero territorio della provincia spezzina ad eccezione dei terreni sopra i 500 metri s.l.m. Possono concorrere ai vini IGT Liguria di Levante uno o più vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di La Spezia Varie tipologie di vino: oltre al bianco e al rosso il rosato e il passito. La resa massima dei vigneti è di 110 q.li/ha. La resa massima uva - vino è del 80%.

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