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Le pagine dedicate all'antincendio boschivo sono ora aggiornate solo
sul sito web di Regione Liguria
I gravi dissesti e il progressivo impoverimento dell’ecosistema forestale ligure prodotto dai ripetuti incendi, costituiscono una delle priorità cui porre attenzione. La legge quadro in materia di incendi boschivi (353/2000) e le leggi regionali 4/99 e 9/2000 assegnano a Regione fondamentali ruoli quali:
- pianificazione e programmazione, attraverso il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi
- organizzazione e coordinamento della Struttura operativa di prevenzione e lotta agli incendi boschivi, il sistema di enti locali, e di volontariato che compone la struttura operativa di intervento per la prevenzione e lotta agli incendi boschivi.
Obiettivo della Regione, oltre alla prospettiva traguardabile della riduzione degli incendi e delle superfici percorse dal fuoco, che va ben al di là della durata del singolo piano, è definire un costante sviluppo delle infrastrutture di previsione, prevenzione ed intervento nonché la possibilità di poter contare su volontari e cittadini sempre più preparati.
La Regione Liguria è partner del progetto MED-PSS (Diffusione della cultura del rischio incendi) finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020. Il progetto MED-PSS ha l'obiettivo di diffondere la cultura del rischio incendi nell'area di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia, informando e sensibilizzando target diversi (scuole, operatori agricolo-forestali, amministratoti/funzionari, cittadinanza in generale...) sull’importanza della risorsa bosco e sui corretti comportamenti da adottare per preservarla, sviluppando buone pratiche di comunicazione sia nella fase di prevenzione che di allerta.
Tutelare il nostro patrimonio boschivo richiede l’attenzione e la collaborazione di tutti.
Per saperne di più: materiale informativo AIB e materiale progetto MED-PSS
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- Statice (Limonium sinuatum): tecniche di coltivazione (15 Downloads)
- Viburno (Viburnum spp.): tecniche di difesa (41 Downloads)
- Violaciocca (Matthiola incana): tecniche di difesa (18 Downloads)
- Rosa (Rosa hybrida): tecniche di coltivazione e difesa (13 Downloads)
- Ruscus (Danae racemosa): tecniche di coltivazione e difesa (17 Downloads)
- Ranuncolo (Ranunculus asiaticus): tecniche di coltivazione e difesa (11 Downloads)
- Plumoso (Asparagus Plumosus): tecniche di coltivazione e difesa (11 Downloads)
- Papavero d'Islanda (Papaver nudicaule): tecniche di coltivazione e difesa (14 Downloads)
- Pittosforo variegato (Pittosporum tenuifolium cv. Silver Queen): tecniche di coltivazione e difesa (13 Downloads)
- Peperoncino ornamentale (Capsicum annuum): tecniche di coltivazione (22 Downloads)
- Mimosa (Mimosa spp.): tecniche di difesa (18 Downloads)
- Medeola (Asparagus Medeoloides): tecniche di coltivazione (12 Downloads)
- Margherita (Argyranthemum frutescens) : tecniche di difesa (20 Downloads)
- Lisianthus (Eustoma grandiflorum): tecniche di difesa (16 Downloads)
- Lilium (Lilium spp.): tecniche di difesa (16 Downloads)
- Gipsofila (Gypsophila panicolata): tecniche di difesa (15 Downloads)
- Girasole (Helianthus annuus): tecniche di coltivazione e difesa (10 Downloads)
- Ginestra (Genista monosperma): tecniche di coltivazione e difesa (13 Downloads)
- Gerbera (Gerbera jamesonii): tecniche di difesa (19 Downloads)
- Garofano (Dianthus caryophillus): tecniche di difesa (23 Downloads)
- Crisantemo (Chrysanthemum indicum): tecniche di coltivazione e difesa (12 Downloads)
- Cocculus (Cocculus laurifolius): tecniche di coltivazione (25 Downloads)
- Celosia (Celosia spp.): tecniche di difesa (15 Downloads)
- Cartamus (Carthamus tinctorius): tecniche di coltivazione e difesa (12 Downloads)
- Calla (Zantedeschia aethiopica): tecniche di coltivazione e difesa (15 Downloads)
- Calendula (Calendula officinalis): tecniche di coltivazione e difesa (15 Downloads)
- Bocca di leone (Antirrinum majus): tecniche di difesa (16 Downloads)
- Aster (Aster spp.): tecniche di difesa (16 Downloads)
- Aralia (Fatsia japonica): tecniche di coltivazione e difesa (12 Downloads)
- Anemone (Anemone coronaria): tecniche di coltivazione e difesa (11 Downloads)
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- Guida all'interpretazione agronomica dell'analisi del terreno (101 Downloads)
E' causata dal virus PPV (Plum pox virus) ed è la più grave malattia delle drupacee, dannosa soprattutto su pesco. Il nome sharka è di origine bulgara e vuol dire "vaiolo", per questo la malattia è detta anche Vaiolatura delle drupacee.
Ne è stata individuata la presenza in quasi tutta Europa e in alcuni paesi del Mediterraneo; in Italia è presente già dagli anni '70. Si è diffusa in particolare in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, diventando in alcune zone un fattore limitante della coltivazione delle drupacee, in particolare del pesco, e rappresentando un problema per tutta la filiera frutticola.
Nel 2010 la Sharka è stata segnalata in preoccupante aumento nell'Italia meridionale e in particolare in Basilicata (Metaponto).
Piante ospiti
Attacca le piante del genere Prunus e coi suoi diversi ceppi colpisce sia drupacee coltivate (pesco, albicocco, ciliegio, susino, mandorlo, ornamentali e specie di prunoidee comunemente utilizzate come portinnesto) sia drupacee spontanee; addirittura è stata rinvenuta su piante erbacee presenti nel cotico erboso. Sia le drupacee spontanee che le piante erbacee possono funzionare da "serbatoio" di inoculo del virus.
Ceppi di PPV
Sulla base di specifiche caratteristiche sono stati individuati tre ceppi principali del virus della Sharka (denominati PPV-M, PPV-D, PPV-Rc) e tre ceppi minori. Questi ceppi si differenziano tra l'altro per caratteristiche biologiche come la virulenza (cioè la capacità di moltiplicarsi nell'ospite e di indurre la malattia), la gamma di piante ospiti e la trasmissibilità da parte degli afidi.
Modalità di diffusione
La diffusione di PPV avviene prevalentemente attraverso:
- moltiplicazione vegetativa di piante infette;
- afidi vettori.
L'impiego di materiale di propagazione infetto (gemme, marze, portinnesti) è il principale veicolo di introduzione del virus in nuove aree.
Sintomi e diagnosi
I sintomi variano molto in funzione della sensibilità della specie e della varietà della pianta ospite. Compaiono sia sui fiori, in particolare quelli rosacei del pesco, sia su foglie, frutti e corteccia dei rametti: di solito sono più evidenti in primavera e tendono ad attenuarsi in estate, con l'aumentare della temperatura. I periodi più idonei per l'individuazione dei sintomi sono: maggio-giugno sulle foglie e mesi estivi sui frutti.
Osservare i sintomi è utile per una prima forma di diagnosi della malattia, tuttavia non si può fare una diagnosi di presenza di PPV solo in base ai sintomi fogliari osservati, i quali possono essere causati anche da virus diversi in grado di indurre manifestazioni simili a quelle di Sharka. Per tale motivo la certezza della diagnosi può avvenire solo con un'analisi di laboratorio il cui esito è tanto più affidabile quanto più corretto è stato il campionamento, poichè il virus ha una distribuzione irregolare nella pianta. Il periodo migliore per l'esecuzione delle analisi di laboratorio è la primavera-estate.
Nell'ALBICOCCO si manifesta sulle foglie con zone clorotiche (cioè più chiare) lineari o in forma di piccoli anelli tra le nervature, che poi in alcune varietà tendono a diventare marroni col caldo intenso; sui frutti si formano tipiche deformazioni, anelli infossati e butterature, la polpa diventa suberosa e/o matura in ritardo; nell'albicocco sono colpiti anche i nòccioli dei frutti, con evidenti anelli clorotici.
Nel PESCO la Sharka provoca una caratteristica rottura di colore sui petali dei fiori delle varietà a fiore rosaceo, con striature rossastre che spiccano sul fondo rosa chiaro e che tendono ad avere un andamento sinuoso o parallelo alle nervature; questo sintomo non si riscontra nelle altre specie ospiti. I fiori delle varietà di pesco a fiore campanulaceo non manifestano nessun sintomo. Sulle foglie si notano linee sinuose/ondulate, finemente seghettate, di colore verde chiaro/giallo, delimitanti aree più o meno decolorate, spesso localizzate sulle nervature secondarie, talvolta ad anello. I sintomi su foglia possono interessare anche solo una porzione di superficie fogliare. Nel periodo autunnale le aree fogliari colpite tendono ad assumere colore bruno/rossastro, che contrasta con la colorazione di fondo verde delle parti non colpite. I sintomi sono più evidenti sulle foglie basali e mediane dei germogli in fase di accrescimento. La distribuzione dei sintomi sulla pianta non è omogeneae spesso può essere limitata ad una branca secondaria o terziaria o ad un singolo germoglio nell'ambito di una pianta. In alcune varietà le giovani foglie infette possono cadere. Anche sulla corteccia dei giovani rametti colpiti si possono osservare maculature ad anello e zone decolorate, dall'autunno sino a primavera.
Attenzione ai sintomi sui frutti
I sintomi sui frutti si differenziano in base alla varietà, ma in genere si presentano con macchie irregolari o anelli decolorati e/o giallastri che possono interessare tutto il frutto o parte. Le aree decolorate si possono riscontrare anche su frutti non ancora maturi, ma si manifestano in forma più grave in prossimità della raccolta. I frutti di alcune varietà di pesco, come le nettarine, oltre alle decolorazioni presentano anche deformazioni e protuberanze di colore rossastro, più o meno accentuate. La Sharka, oltre al danno estetico al frutto, può provocare una cascola pre-raccolta (frequente nel susino), una minore pezzatura e un peggioramento delle caratteristiche organolettiche dei frutti.
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- Decreto Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 28 luglio 2009 (pubblicato su G.U. n.235 del 9 ottobre 2009) Lotta obbligatoria per il controllo del virus Plum pox virus (PPV) (9 Downloads)
- Allegato al Decreto - Regole per i produttori (13 Downloads)
- Ceppi di PPV (12 Downloads)
- Modalità di diffusione del virus (13 Downloads)
