Gli obiettivi della politica di sviluppo rurale, che contribuiscono alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sono perseguiti tramite sei priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale.

Priorità 3

Promuovere l'organizzazione della filiera alimentare, comprese la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo, con particolare riguardo ai seguenti aspetti:
a) migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali;
b) sostenere la prevenzione e la gestione dei rischi aziendali.

Gli obiettivi della politica di sviluppo rurale, che contribuiscono alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sono perseguiti tramite  sei priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale.

Priorità 1

Promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali, con particolare riguardo ai seguenti aspetti:
a) stimolare l'innovazione, la cooperazione e lo sviluppo della base di conoscenze nelle zone rurali;
b) rinsaldare i nessi tra agricoltura, produzione alimentare e silvicoltura, da un lato, e ricerca e innovazione, dall'altro, anche al fine di migliorare la gestione e le prestazioni ambientali;
c) incoraggiare l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale.

La comunicazione assume una portata strutturale soprattutto per le amministrazioni pubbliche che sono impegnate a costruire un nuovo rapporto con le comunità amministrate e i cittadini.
Scopo delle azioni di comunicazione è quello di portare l'informazione il più vicino possibile al fruitore, attivando i meccanismi idonei per raggiungerlo, gravandolo al minimo della ricerca delle informazioni.

Il prezzario regionale di riferimento per opere di miglioramento fondiario e interventi in ambito forestale è lo strumento per quantificare nei casi ordinari il costo degli interventi, a garanzia di una procedura di definizione dei contributi univoca e trasparente.

Si tratta di un elenco di voci e relativi costi comprensivi dell’incidenza in percentuale della mano d'opera, aggiornato con deliberazione di Giunta regionale n.594 del 23 giugno 2022 a seguito dell’aumento dei prezzi derivante dalla rivalutazione monetaria dell’indice dei prezzi al consumo nel periodo giugno 2019 – dicembre 2021.

Rispetto alla precedente edizione (deliberazione della Giunta regionale n.854/2019), si è provveduto a:

  • aggiornare i valori unitari applicando il coefficiente correttivo relativo alla rivalutazione monetaria dell’indice dei prezzi al consumo per il periodo giugno 2019 - dicembre 2021
  • introdurre, in analogia a quanto previsto all’articolo 26 – Disposizioni urgenti in materia di appalti pubblici del decreto legge n.50/2022 “Decreto Aiuti”, un rialzo temporaneo e transitorio del 20%, al valore unitario delle singole voci del Prezzario, calcolato sui prezzi aggiornati al 31 dicembre 2021 al netto dell’incidenza percentuale della manodopera, con efficacia sino al 31 marzo 2023

Con la deliberazione della Giunta regionale n.85 del 2 febbraio 2023 - "Prezziario regionale di riferimento per opere di miglioramento fondiario e interventi in ambito forestale. Prolungamento del periodo di validità del rialzo temporaneo dei prezzi unitari" - è stato deliberato di prolungare, ai sensi della normativa vigente, il periodo di efficacia del rialzo temporaneo e transitorio al valore delle singole voci del "Prezzario regionale di riferimento per opere di miglioramento fondiario e interventi in ambito forestale" sino al prossimo 31 marzo 2023.

Inoltre con la successiva deliberazione della Giunta regionale n.310 del 6 aprile 2023 - "Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2022 - determinazioni in merito all’applicazione del Prezzario regionale di riferimento per opere di miglioramento fondiario e interventi in ambito forestale per i bandi aperti nel periodo marzo-aprile 2023" - è stata deliberata l'applicazione del prezzario vigente fino al 31 marzo 2023 - con il rialzo del 20% su ogni singola voce - a tutti i bandi per l'accesso ai fondi del PSR, emessi dalla Regione e dai GAL, aperti entro il 31 marzo 2023 e il cui termine di chiusura è successivo a tale data.

Per le opere non contemplate dal documento tecnico qui di seguito scaricabile, occorre far riferimento al vigente prezzario regionale per le opere edili edito da Regione Liguria.

Gli obiettivi della politica di sviluppo rurale, che contribuiscono alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sono perseguiti tramite sei priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale.

Priorità 2

Potenziare in tutte le regioni la redditività delle aziende agricole e la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste, con particolare riguardo ai seguenti aspetti:
a) migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l'ammodernamento delle aziende agricole, in particolare per aumentare la quota di mercato e l'orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività;
b) favorire l'ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo e, in particolare, il ricambio generazionale.

L’art. 7 della Legge 14 gennaio 2013, n.10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” ha dettato le disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli Alberi Monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. In particolare il comma 3 dell’art. 7 della legge e le norme attuative contenute nel decreto 23 ottobre 2014 hanno stabilito i principi e le procedure per il censimento degli alberi monumentali ad opera dei Comuni, nonché per la redazione degli elenchi regionali ed il loro periodico aggiornamento.

La Regione Liguria aveva già da tempo approvato l’Elenco regionale degli alberi monumentali, ai sensi dell’art. 12 della legge regionale 22 gennaio 1999 n.4 “Norme in materia di foreste e di assetto idrogeologico”, oggi modificato in recepimento della normativa nazionale. L’Elenco degli alberi monumentali della Liguria (decreto n.451/2002, aggiornato con decreti n.694/2003 e n.350/2005) è rimasto valido fino al 31 dicembre 2015, data entro la quale la Regione ha redatto il nuovo elenco, sulla base delle proposte provenienti da parte dei Comuni ed in base alla revisione effettuata sul preesistente elenco, accertando che sussista rispondenza ai criteri e metodi indicati dalla nuova norma.

Il censimento degli Alberi Monumentali è stato effettuato in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato col quale la Regione Liguria ha sottoscritto una specifica Convenzione.

L’elenco regionale degli Alberi monumentali, oggi rientrato nell’elenco nazionale, può essere aggiornato con l’aggiunta di nuovi esemplari. Questi possono essere segnalati ai Comuni competenti, i quali possono proporne l’inserimento nell’elenco regionale, compilando e trasmettendo le schede di rilevazione all’ufficio regionale, per la valutazione in merito all’attribuzione del carattere di monumentalità.

La documentazione relativa al censimento è reperibile sul sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF)

La distribuzione dei prodotti fitosanitari è un aspetto molto importante che troppo spesso non è sufficientemente considerato. L’efficienza distributiva delle attrezzature per i trattamenti fitoiatrici, attraverso il controllo delle stesse, contribuisce al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • economici
    riduzione dei costi di produzione conseguente al minor impiego di fitofarmaci ed al risparmio dei tempi di lavoro
  • efficienza dei trattamenti 
    migliore uniformità di distribuzione dei fitofarmaci che garantisce l’assenza sia di aree non trattate, con sviluppo di focolai patogeni, sia i rischi di fitotossicità, per eccessiva concentrazione
  • commerciali e qualitativi
    minor rischio di residui fuori norma nelle colture
  • sanitari 
    minore esposizione dell'operatore e/o di terze persone accidentalmente investite
  • ambientali
    minor inquinamento e riduzione dei consumi idrici, assenza dell’effetto deriva con riduzione delle dispersioni ed assenza di danni alle colture confinanti

Il controllo funzionale delle attrezzature per uso professionale, utilizzate sia in ambito agricolo che extra agricolo, è obbligatorio ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo n.150/2012 e consiste nella verifica delle principali parti meccaniche dell'irroratrice e delle modalità di utilizzo delle stesse secondo la metodologia indicata a livello nazionale dal decreto 22 gennaio 2014 concernente l’adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan).
A conclusione del controllo, se superato positivamente, viene rilasciato all’utilizzatore un attestato e un bollino da applicare sull’attrezzatura.

Regione Liguria ha approvato, con deliberazione di Giunta n.274 del 13 marzo 2015, il documento denominato Linee guida per istituzione del servizio regionale di controllo funzionale delle macchine irroratrici per la protezione delle colture, in uso presso le aziende agricole della Regione Liguria in attuazione del decreto legislativo n.150/2012.
Successivamente, con decreto del dirigente n.1164 del 30 aprile 2015 sono state approvate le procedure operative e la modulistica per il riconoscimento dei Centri prova e l’esecuzione dei controlli.

Le varie attrezzature impiegate per i trattamenti fitosanitari (per colture arboree, erbacee o protette) devono essere sottoposte al controllo funzionale almeno una volta presso un Centro prova autorizzato e riconosciuto da Regione Liguria.
È possibile scaricare e consultare l'elenco dei Centri prova autorizzati in questa pagina, pubblicato al paragrafo Centri prova e tecnici.

Quando fare i controlli

L’intervallo tra i controlli funzionali non deve superare i 5 anni fino al 31 dicembre 2020 e i 3 anni per le attrezzature controllate successivamente a tale data.
Le attrezzature nuove, acquistate dopo il 26 novembre 2011, sono sottoposte al primo controllo funzionale entro 5 anni dalla data di acquisto.

Sono esonerate dai controlli funzionali periodici obbligatori le seguenti attrezzature:

  • irroratrici portatili e spalleggiate, azionate dall’operatore, con serbatoio in pressione o dotate di pompante a leva manuale;
  • irroratrici spalleggiate a motore prive di ventilatore, quando non utilizzate per trattamenti su colture protette.

Il Centro prova che intende essere autorizzato a svolgere il controllo funzionale e la regolazione o taratura strumentale delle macchine irroratrici inoltra richiesta alla Regione Liguria - Settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo, utilizzando il Modello A pubblicato in questa pagina al paragrafo Modulistica.

I tecnici che intendono ottenere l’iscrizione all’Albo regionale dell’attività di controllo delle macchine irroratrici (Sezione B - Tecnici abilitati ad operare nei Centri prova) devono presentare richiesta alla Regione Liguria Settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo utilizzando il Modello B pubblicato in questa pagina al paragrafo Modulistica.

Approfondimenti

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