L'ufficio risorse faunistiche cura le relazioni con il pubblico e svolge tutte le attività connesse alla tutela e gestione della fauna selvatica, al rilascio di autorizzazioni, permessi e licenze di varia natura attinenti all'esercizio dell'attività venatoria.

  • regolamentazione dell'attività venatoria e controllo della gestione faunistica degli ambiti territoriali di caccia e del comprensorio alpino
  • rilascio tesserino regionale per esercizio venatorio
  • certificato di abilitazione venatoria
  • disciplina e autorizzazioni per la caccia al cinghiale
  • corsi ed esami di abilitazione per caccia selettiva agli ungulati
  • autorizzazione delle zone per l'allenamento e addestramento cani
  • autorizzazioni per manifestazioni e gare cinofile
  • detenzione ed uso di richiami vivi per caccia da appostamento
  • fondi chiusi - divieto di caccia
  • autorizzazioni allevamenti e detenzione fauna selvatica a scopo alimentare, di ripopolamento, ornamentale e amatoriale
  • autorizzazione alla detenzione del falco ed al suo uso venatorio
  • autorizzazione per l'istituzione di aziende faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie
  • rilascio concessioni per centri privati produzione selvaggina
  • autorizzazioni per allenamento cani su beccaccia e su cinghiale
  • pianificazione del prelievo selettivo degli ungulati
  • piani e programmi di controllo della fauna selvatica
  • interventi per la tutela della fauna selvatica
  • pianificazione faunistico venatoria

Il servizio ha inoltre competenza per il coordinamento, la regolamentazione e la gestione, attraverso apposito Comitato, delle attività inerenti la prevenzione ed il risarcimento dei danni arrecati alle produzioni agricole, zootecniche e alle altre opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo dalla fauna selvatica.

A chi è rivolto il servizio

Associazioni Venatorie, Ambientaliste, Agricole; Ambiti Territoriali di Caccia e Comprensorio Alpino; Enti locali e Consorzi; Parchi Naturali; Organi di Vigilanza; Privati cittadini.

L'Ufficio Risorse Ittiche si occupa di:

  • tutela e ripristino dalla fauna ittica
  • programmi per lo sviluppo del settore ittiobiologico e ripopolamento ittico delle acque interne
  • elaborazione tecnica della pianificazione di settore (Carta Ittica)
  • disciplina della pesca nelle acque interne
  • rilascio tesserino segna-catture
  • costituzione di zone a regolamentazione speciale, riserve turistiche di pesca
  • autorizzazioni di gare e raduni di pesca
  • tutela dell'idrofauna e dell'ecosistema acquatico
  • rilascio pareri e procedure autorizzative di competenza per esecuzioni di lavori in alveo
  • recupero fauna ittica
  • autorizzazioni al prelievo di fauna acquatica e all'immissione di materiale ittico
  • funzionamento Commissione Tecnico-Consultiva acque interne.

controlloLa distribuzione dei prodotti fitosanitari è un aspetto molto importante che troppo spesso non è sufficientemente considerato. L’efficienza distributiva delle attrezzature per i trattamenti fitoiatrici, attraverso il controllo delle stesse, contribuisce al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

 

  • economici (riduzione dei costi di produzione conseguente al minor impiego di fitofarmaci ed al risparmio dei tempi di lavoro);
  • efficienza dei trattamenti (migliore uniformità di distribuzione dei fitofarmaci che garantisce l’assenza sia di aree non trattate, con sviluppo di focolai patogeni, sia i rischi di fitotossicità, per eccessiva concentrazione);
  • commerciali e qualitativi (minor rischio di residui fuori norma nelle colture);
  • sanitari (minore esposizione dell'operatore e/o di terze persone accidentalmente investite);
  • ambientali (minor inquinamento e riduzione dei consumi idrici, assenza dell’effetto deriva con riduzione delle dispersioni ed assenza di danni alle colture confinanti).

Il controllo funzionale delle attrezzature per uso professionale, utilizzate sia in ambito agricolo che extra agricolo, è obbligatorio ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 150/2012 e consiste nella verifica delle principali parti meccaniche dell'irroratrice e delle modalità di utilizzo delle stesse secondo la metodologia indicata a livello nazionale dal Decreto 22 gennaio 2014 concernente l’adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN). A conclusione del controllo, se superato positivamente, viene rilasciato all’utilizzatore un attestato e un bollino da applicare sull’attrezzatura.

La Regione Liguria ha approvato, con delibera della Giunta n. 274 del 13 marzo 2015, il documento denominato “Linee guida per istituzione del servizio regionale di controllo funzionale delle macchine irroratrici per la protezione delle colture, in uso presso le aziende agricole della Regione Liguria” in attuazione del D.lgs n.150/2012. Successivamente, con decreto del dirigente del Settore servizi alle imprese agricole e florovivaismo n.1164 del 30 aprile 2015 sono state approvate le procedure operative e la modulistica per il riconoscimento dei Centri prova e l’esecuzione dei controlli.

Entro il 26 novembre 2016 le varie attrezzature impiegate per i trattamenti fitosanitari (per colture arboree, erbacee o protette) devono essere sottoposte al controllo funzionale almeno una volta presso un Centro prova autorizzato (vedi elenco). L’intervallo tra i controlli funzionali non deve superare i 5 anni fino al 31 dicembre 2020 e i 3 anni per le attrezzature controllate successivamente a tale data. Le attrezzature nuove, acquistate dopo il 26 novembre 2011, sono sottoposte al primo controllo funzionale entro 5 anni dalla data di acquisto.

Sono esonerate dai controlli funzionali periodici obbligatori le seguenti attrezzature:

  • irroratrici portatili e spalleggiate, azionate dall’operatore, con serbatoio in pressione o dotate di pompante a leva manuale;
  • irroratrici spalleggiate a motore prive di ventilatore, quando non utilizzate per trattamenti su colture protette.

La struttura (Centro prova) che intende essere autorizzata a svolgere il controllo funzionale e la regolazione o taratura strumentale delle macchine irroratrici inoltra apposita richiesta alla Regione Liguria – Settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo, utilizzando il Modello A riportato alla sezione Modulistica. Analogamente, i tecnici che intendano ottenere l’iscrizione nell’Albo regionale dell’attività di controllo delle macchine irroratrici (Sezione B – Tecnici abilitati ad operare nei Centri prova) devono presentare richiesta alla Regione Liguria utilizzando il Modello B.

Per approfondire: Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola (ENAMA).

InForma - Attività per l'informazione e la formazione degli operatori forestali è un progetto Alcotra, conclusosi nel marzo 2015, che ha avuto lo scopo di rendere omogenea l’offerta formativa per gli operatori forestali nell’area transalpina tra Italia e Francia e di valorizzare la figura del boscaiolo presso l’opinione pubblica. Il Progetto ha lavorato su tre importanti elementi di criticità, individuati nella carenza di un’analisi organica sui sistemi di formazione professionale in campo forestale presenti tra Italia e Francia, nella necessità di un coordinamento tra i partner sui vari standard formativi presenti nello spazio transalpino tra Italia e Francia e sui problemi da affrontare, nella sensibilizzazione degli operatori sull’importanza di una formazione qualificata durante tutto l’arco della vita professionale e dell’opinione pubblica sul ruolo dei boscaioli professionisti.

Il progetto ha coinvolto oltre alle amministrazioni regionali di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta anche numerosi centri di formazione del settore forestale nell’area transfrontaliera, in particolare quella francese (Centro forestale PACA, Centro di formazione ISETA, Reinach Formation, Centro di Formazione della DROME). A conclusione del progetto sono stati raggiunti significativi risultati per la promozione del settore forestale sia in Liguria sia nell’area transfrontaliera Italia-Francia.

Sono stati realizzati importati output tecnici quali:

  1. confronto sulla realtà formativa di settore nei due paesi ed analisi dei principali bisogni formativi delle imprese forestali (vedi allegato A)
  2. analisi di dettaglio dei bisogni formativi delle imprese in Liguria (vedi allegato B)
  3. manuale del boscaiolo contenente le tecniche fondamentali del lavoro in bosco (vedi allegato C)
  4. decreto di approvazione dell’equivalenza tra i corsi professionali in campo forestale realizzati nei territori della Provincia Autonoma di Trento, delle regioni Liguria, Lombardia e Piemonte e della Regione Autonoma Valle d'Aosta (vedi allegato D)
  5. Brochure informativa del progetto (vedi allegato E)
  6. 4 video divulgativi sulle attività selvicolturali

Sono inoltre disponibili on-line altri video e schede dedicate alla formazione forestale ed alle tecniche necessarie a svolgere in sicurezza i lavori in bosco.

Inoltre Regione Liguria, in collaborazione con IPLA e Liguria Ricerche ha realizzato alcuni corsi di formazione rivolti agli operatori forestali che hanno permesso l’aggiornamento di quattro istruttori forestali liguri in abbattimento ed allestimento e la formazione di 1 istruttore in esbosco. Sono stati inoltre realizzati due importanti eventi rivolti al settore forestale:
- 18 ottobre 2014: cantiere forestale dimostrativo alla foresta della Deiva a Sassello (vedi allegato G)
- 12 dicembre 2014: giornata di selezione di 23 operatori forestali, svoltasi a Masone presso il vivaio forestale regionale.
Quest’ultimo evento è stato anche utile per la definizione di una puntuale procedura di selezione che verrà proposta ai soggetti formatori per l’ammissione ai corsi organizzati con i fondi del PSR 2014-2020.

Al fine di promuovere il recupero produttivo delle superfici agricole e forestali abbandonate, incolte o sottoutilizzate, il cui stato di degrado costituisce fattore di rischio per l’integrità del territorio, Regione Liguria con DGR n.1456  del 21 novembre 2014 ha attivato, presso la struttura Politiche della Montagna, la Banca Regionale della Terra (BRT).  In questo modo si è dato attuazione di quanto previsto dall’articolo 6 della Legge regionale  n. 4 dell'11 marzo 2014 (Norme per il rilancio dell’agricoltura e della selvicoltura, per la salvaguardia del territorio rurale ed istituzione della Banca Regionale della Terra).

Tramite la BRT la Regione si prefigge di aumentare la superficie agricola e forestale utilizzata, attraverso processi di ricomposizione e riordino fondiario utili ad accrescere la competitività delle aziende agricole e forestali operanti in Liguria.

La BRT consta di una base dati informatizzata in cui sono inserite le coordinate catastali e le ulteriori informazioni riguardanti i terreni situati in Liguria, i cui proprietari, o aventi causa, si dichiarino disponibili a cedere la detenzione o il possesso a terzi ovvero ad aderire a forme di gestione consorziata o associata dei fondi.

In una apposita sezione della BRT sono inoltre inserite le coordinate catastali e le ulteriori informazioni riguardanti i terreni, di cui sia stato segnalato il presunto stato di abbandono ai fini dell’eventuale attivazione delle procedure di cui alla Legge regionale n.18 del 11 aprile 1996Norme di attuazione della legge 4 agosto 1978, n. 440: Norme per  l’utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate” (Art. 6 comma 3 L.R. 4/ 2014).

Le coordinate delle particelle, rispondenti ai requisiti previsti dalla normativa di riferimento, sono inserite nella base dati informatizzata e pubblicate con aggiornamenti periodici per la consultazione da parte di tutti i soggetti interessati.

Per visualizzare i terreni aderenti all’iniziativa consultare la Cartografia
(si ricorda che i terreni sono visibili dalla scala 1:25000)

Per la mappatura dei terreni del Comune di Genova aderenti all'iniziativa e la modulistica di riferimento consultare il sito www.comune.genova.it.

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