moduli e regolamenti

moduli e regolamenti (64)

Il regolamento (UE) n. 1308/2013 ha previsto l’avvio, dal 1° gennaio 2016, del nuovo sistema di “autorizzazioni” per gli impianti viticoli che prevede il rilascio, previa richiesta, di autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti nel limite massimo annuo dell’1% della superficie vitata nazionale.
Al riguardo, si comunica che per il 2016 la superficie messa a disposizione per le richieste di autorizzazioni per nuovi impianti è pari a 6417,43 ettari, corrispondente all’ 1% della superficie potenziale italiana dichiarata al 31 luglio 2015. La quota per la Regione Liguria è di 15,35 ettari.

Con il nuovo sistema un’azienda che abbia in programma di accrescere la propria superficie vitata lo potrà fare solo se detiene una autorizzazione assegnata dalla pubblica amministrazione. Le autorizzazioni all’impianto saranno rilasciate in quattro casi:

  • a seguito della partecipazione del richiedente ad un bando pubblico annuale per l’assegnazione di nuovi impianti,
  • nel caso di “conversione di diritti di impianto” (acquisiti prima del 31 dicembre 2015), 
  • in caso di reimpianto a seguito di estirpo,
  • in caso di reimpianto anticipato.

Rilascio di autorizzazione per reimpianto a seguito di estirpazione

L’estirpazione deve essere comunicata alla Regione o PA entro al fine della campagna entro cui è stata effettuata l’estirpazione (31 luglio di ogni anno) dopodiché, a seguito dell’istruttoria e dei controlli effettuati dalla Regione o P.A. le superfici sono iscritte nel Registro delle superfici estirpate. La registrazione dell’estirpo è la condizione necessaria per richiedere l’autorizzazione per reimpianto.
La domanda di autorizzazione per reimpianto può essere presentata entro la fine della seconda campagna successiva all’estirpazione. La Regione rilascia l’autorizzazione entro tre mesi dalla presentazione della domanda. Il beneficiario ha tre anni di tempo per utilizzare l’autorizzazione a partire dalla data di rilascio.

La Regione verifica, almeno ogni 3 anni, il permanere dei requisiti per la registrazione nella banca dati degli operatori agrituristici, effettuando puntuali controlli.
Di seguito si riporta la modulistica necessaria agli operatori agrituristici per l'aggiornamento dei loro dati.

Si ricorda che eventuali variazioni o cessazione attività delle aziende iscritte alla banca dati agriturismi, indipendentemente dalla verifica triennale, devono essere effettuate solo tramite l'opportuna modulistica scaricabile dalla sezione Esercizio dell'attività agrituristica.

Il D.M. n.2049/2012 del 1 febbraio "Disposizioni per l'attuazione del regolamento di esecuzione n. 426/11 e la gestione informatizzata della notifica di attività con metodo biologico ai sensi dell'articolo 28 del Reg. (CE) n. 834 del Consiglio del 28 giugno 2007 e successive modifiche, relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici", entrato in vigore il 1° ottobre 2012, prevede che le persone fisiche e giuridiche che producono, preparano, immagazzinano o importano da un Paese terzo i prodotti biologici debbano notificare l'inizio della propria attività e le variazioni successive tramite il Sistema Informativo Biologico (SIB).

Secondo il citato decreto ministeriale, possono operare sul SIB anche i soggetti cui è stato conferito mandato per la gestione del fascicolo aziendale, o altri soggetti che svolgono funzioni di assistenza tecnica agli operatori secondo le modalità di conferimento della delega stabilite dalle Regioni.

In Liguria la D.G.R. n.820/2012 del 6 luglio ha stabilito che gli operatori biologici possono delegare:

  • i Centri di Assistenza Agricola che hanno ricevuto il mandato per la gestione del relativo fascicolo aziendale, mediante specifica integrazione del mandato stesso;
  • le associazioni di operatori biologici riconosciute idonee quali "prestatore di servizi" ai sensi della Legge regionale n. 22/2004;
  • i dottori agronomi, periti agrari e agrotecnici iscritti nel relativi ordini e collegi professionali.

La stessa delibera ha dato mandato al Dirigente della struttura regionale competente in materia di produzioni biologiche di definire mediante proprio atto i dettagli operativi e la modulistica. A tale scopo il Dirigente del Servizio Servizi alle Imprese agricole e Florovivaismo ha emesso la circolare n. PG/2012/137971 in data 28 settembre 2012.

Link utili:
Sistema d'Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica
L'area dedicata all'informatizzazione sul sito del SINAB
www.sinab.it

La Giunta regionale con DGR n.1162/2014 ha approvato le "Nuove disposizioni attuative per l'esercizio delle attività di ittiturismo di cui all'art. 12 comma 2 della L.R. 21/11/2007 n. 37 che disciplinano l'offerta di ospitalità ai turisti nelle case dei pescatori professionisti, offrendo ristorazione e degustazione dei prodotti tipici locali.
Il testo integrale della normativa, comprendente anche le "Disposizioni igienico sanitarie" è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria del 15 ottobre 2014.

Gli imprenditori ittici, singoli o associati, potranno avviare l'attività di ittiturismo nell'ambito della quale è possibile esercitare le seguenti attività:

  1. preparazione e somministrazione di pasti e bevande per la consumazione in locali, ambienti o in spazi aperti appositamente allestiti e attrezzati nella disponibilità dell'imprenditore ittico;
  2. organizzazione di degustazioni di prodotti aziendali;
  3. organizzazione di attività didattiche e ricreative, rivolte in particolare alle scuole, con lezioni tenute dai pescatori finalizzate alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle attività del settore e alla conoscenza dell'ecosistema marino;
  4. ospitalità in adeguati alloggi nella disponibilità dell'imprenditore ittico;
  5. ospitalità in altri locali o ambienti appositamente allestiti e attrezzati nella disponibilità dell'imprenditore ittico;
  6.  lavorazione,  confezionamento e vendita di prodotti derivanti dalla propria attività di pesca e/o acquacoltura

I pasti somministrati devono essere ottenuti per oltre il 60% con prodotti di aziende ittiche o agricole liguri, di cui almeno il 50% (30% del totale) del provenienti dalla propria impresa ittica o, nel limite di un quarto del totale dei prodotti somministrati, da cooperative o consorzi di imprese ittiche operanti in ambito locale di cui l'impresa medesima faccia parte.

Il modello personalizzato della targa identificativa prevista dall'art.12 delle Disposizioni attuative, che attesta l'iscrizione nell'elenco regionale delle imprese ittituristiche, sarà inviato all'azienda a cura del settore regionale competente, unitamente alla sigla identificativa regionale attribuita nell'elenco regionale, in formato idoneo alla stampa. Facsimile della targa è visionabile tra gli allegati.

La Giunta regionale ha approvato la DGR n.524/2018“Competenze per il controllo sulle attività di ristorazione sulle imbarcazioni e sui galleggianti impiegati in attività di Ittiturismo e Pescaturismo (L.R. 37/2007- D.G.R. 1162/2014)”.
L’allegato definisce un quadro dell’attività di ristorazione che può essere svolta dall’azienda ittica nelle attività di ittiturismo e pescaturismo, al fine di garantire il pieno rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare a tutela del consumatore, contemperandoli con le esigenze produttive.
Lo scopo è offrire agli operatori del settore un compendio che precisa e incrocia le competenze dei soggetti (U.S.Ma.F, A.Li.Sa, Aziende ASL, Autorità Marittima Regionale) deputati al controllo dei requisiti tecnici e igienico sanitari che devono soddisfare imbarcazioni, fino a ieri solo riservate alla pesca, ed oggi sempre più utilizzate anche per l’accoglienza e per la somministrazione di alimenti ai turisti.

Approfondimenti: il provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria

La DGR n.856/2011 del 15 luglio prevede la possibilità per i produttori zootecnici marginali (meno di 30 Unità Bovine Equivalenti 30UBE) che effettuano operazioni di caseificazione del proprio latte nel caseificio aziendale e in possesso di registrazione ai sensi del Reg.(CE)852/04, di poter commercializzare tutto il loro prodotto senza vincoli di destinazione all'interno del territorio della provincia ove ha sede l'azienda e nel territorio delle province limitrofe. 

Per i produttori che allevano un numero di Unità Bovine Adulte (UBA) superiore a 30 tale possibilità si applica con i prodotti ottenuti dal latte delle prime 30 UBE mentre i restanti devono essere destinati al consumatore finale. Tale provvedimento ha la finalità di favorire la vendita delle piccole produzioni lattiero casearie permettendone la cessione anche nella totalità ad esercizi di commercio al dettaglio in ambito locale.

L'allegato B della Dgr determina i requisiti igienico strutturali dei caseifici aziendali.

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