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Il laboratorio regionale analisi terreni e produzioni vegetali di Sarzana è stato istituito con deliberazione del Consiglio regionale n.10 del 19 febbraio 1986 per soddisfare la richiesta di servizi specialistici in agricoltura.
La sua attività è stata definita con maggior dettaglio e disciplinata con la legge regionale n.24/1989. Attualmente fa parte della rete dei servizi specialistici e svolge l'attività nell'ambito della legge regionale n.22/2004.
- dal 10 febbraio 2010 il Laboratorio è accreditato Accredia (certificato accreditamento n.1010) secondo la norma UNI EN ISO 17025 per le principali prove analitiche relative a olio, vino e terreni
- da luglio 2021 ha conseguito l'accreditamento di tipo multisito aggiungendo il laboratorio fitosanitario sede di Genova
L'accreditamento è stato un passo molto importante di un percorso di valorizzazione e qualificazione dei servizi specialistici alle imprese agricole intrapreso dalla Giunta regionale, che già nel 2007 aveva deliberato in merito all'avvio di un sistema di qualità per il Laboratorio di Sarzana.
Il significato dell'accreditamento Accredia
L’accreditamento è l’attestazione, da parte di un Ente che agisce quale garante super partes, della competenza dell'indipendenza e dell'imparzialità degli organismi di certificazione, ispezione e verifica, e dei laboratori di prova e taratura.
L’accreditamento dei laboratori conferisce ai rapporti di prova rilasciati sul mercato un alto grado di affidabilità in termini di qualità e sicurezza dei beni e dei servizi sottoposti a verifica e ne garantisce il riconoscimento sui mercati internazionali.
Nel mondo l’accreditamento viene svolto sulla base della norma internazionale ISO/IEC 17011 e, all’interno dell’Unione europea, il Regolamento europeo 765/2008 prevede che ogni stato membro nomini il proprio Ente unico nazionale di accreditamento.
In Italia, l’Ente Unico di accreditamento designato dal Governo è Accredia.
Le verifiche per accreditare i laboratori sono svolte da Accredia in base ai principi fondamentali di imparzialità e indipendenza, assenza di conflitti d’interesse, competenza, responsabilità, riservatezza e gestione dei reclami.
I laboratori accreditati sono sottoposti a verifiche periodiche pianificate per assicurare che i requisiti di conformità attestati con l’accreditamento continuino ad essere rispettati.
L’accreditamento dimostra che il soggetto soddisfa sia i requisiti tecnici che quelli relativi al sistema di gestione, necessari per offrire dati e risultati accurati e tecnicamente validi per specifiche attività di prova e di analisi.
Il raggiungimento dell’accreditamento, oltre a costituire una garanzia per l'affidabilità e l'efficienza dei servizi forniti e per la competenza e imparzialità dei giudizi tecnici emessi, ha consentito al Laboratorio di poter essere iscritto all'elenco dei laboratori nazionali abilitati dal Ministero delle Politiche agricole e forestali (Mipaf) all'esecuzione delle prove analitiche ufficiali a supporto delle certificazioni di qualità sui prodotti agroalimentari (biologico, denominazione di origine protetta, denominazione di origine controllata, produzione integrata, ecocompatibile ed etico sociale).
Con decreto 29 marzo 2010 del Mipaf (rinnovato successivamente nel 2011, nel 2014 e nel 2018) il Laboratorio è stato autorizzato, per l'intero territorio nazionale, al rilascio dei certificati di analisi per il settore oleicolo e vitivinicolo aventi valore ufficiale anche ai fini dell'esportazione.
Nel paragrafo Download allegati è possibile scaricare l'elenco aggiornato delle prove accreditate per il Laboratorio, che comprende tutte le prove richieste per certificazioni DOC, DOCG e IGT in campo vitivinicolo e DOP per l'olio extravergine di oliva Riviera.
L'elenco aggiornato è disponibile anche collegandosi al sito ufficiale di Accredia.
In seguito all’aggiornamento effettuato da Accredia, da febbraio 2025 il numero di accreditamento del Laboratorio è diventato 768.
Accesso ai servizi
I principali utenti del servizio sono i produttori agricoli (singoli o associati) che richiedono le analisi per ottimizzare l’impiego dei fertilizzanti o conoscere meglio le produzioni, ma spesso le richieste provengono anche da Università o Centri di ricerca e liberi professionisti. I campioni possono essere consegnati direttamente presso la sede del Laboratorio a Sarzana o presso le sedi provinciali degli Ispettorati Agrari.
Consegna dei campioni
Per la consegna diretta dei campioni presso la sede di Sarzana gli orari di ricevimento sono i seguenti:
- Lunedì e Giovedì:
dalle ore 9 alle ore 12,30 e dalle ore 15 alle 16,30 - Venerdì:
dalle ore 9 alle ore 13 - Martedì e Mercoledì: chiuso
Sono previste convenzioni per forme aggregate di soggetti operanti in ambito agroalimentare, forestale o agroambientale che prevedono l’applicazione di una tariffa ridotta
Servizi analitici
- analisi chimico-fisiche di suoli agrari e-o forestali
- analisi di terricci e substrati di coltivazione
- analisi di acque irrigue e soluzioni nutritive per idroponica
- analisi di foglie (diagnostica nutrizionale fogliare)
- analisi dei prodotti agricoli (in particolare olio di oliva, uva, mosto, vino e miele)
Per un dettagliato elenco dei servizi analitici offerti e relativi metodi analitici, è possibile scaricare e consultare il tariffario e il modulo richiesta analisi presenti in questa pagina nel paragrafo Download allegati.
Per coloro che hanno usufruito dei servizi del laboratorio è possibile compilare il questionario sulla valutazione dei servizi
Contatti
- dirigente: Gloria Manaratti
- funzionario responsabile tecnico: Stefano Pini
- funzionario responsabile gestione sistema qualità: Nicoletta Rossi
- indirizzo del Laboratorio
Località Pallodola, presso il Mercato ortofrutticolo
19038 Sarzana (Sp)
Telefono: 0187 27871
email: labsarz@regione.liguria.it
Per consultare la mappa relativa alla posizione del laboratorio accedi al file denominato Dove siamo presente nel paragrafo Download allegati
Come effettuare i pagamenti
Dall'1 marzo 2021 i pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite il canale PagoPA
È necessario selezionare la scelta la scheda dei Pagamenti senza avviso e individuare le seguenti voci nei campi corrispondenti:
- Ente Creditore - Regione Liguria
- Cosa vuoi pagare - Servizi alle imprese agricole e florovivaismo - Laboratorio Sarzana
- Seleziona l'importo - Tariffa servizi agricoli (1443) personalizzando poi gli altri campi e procedendo in seguito alla stampa di un avviso o al pagamento su PagoPa
Download allegati:
- Pieghevoli su tipologie analitiche, modalità di prelievo e consegna campioni per quanto riguarda: (3 Scaricamenti)
- analisi degli olii d'oliva (9 Scaricamenti)
- tariffario dei servizi offerti - revisione del 17 marzo 2026 (11 Scaricamenti)
- certificato di accreditamento - febbraio 2026 (15 Scaricamenti)
- analisi del terreno (6 Scaricamenti)
- Certificato di accreditamento (9 Scaricamenti)
- analisi delle acque e delle soluzioni nutritive (5 Scaricamenti)
- elenco prove accreditate Sarzana febbraio 2026 (7 Scaricamenti)
- Politica qualità (7 Scaricamenti)
- analisi enologiche (6 Scaricamenti)
- Modulo MO13 sulla privacy (9 Scaricamenti)
- Guida per i pagamenti tramite il canale PagoPA (8 Scaricamenti)
- I servizi del Laboratorio regionale analisi terreni e produzioni vegetali di Sarzana e Caar (9 Scaricamenti)
- elenco prove accreditate novembre 2025 (7 Scaricamenti)
- Modulo per richiesta analisi - revisione n.21 del 10 marzo 2026 (8 Scaricamenti)
- Dove siamo (6 Scaricamenti)
Gli assaggiatori di olio operano per la valutazione e il controllo delle caratteristiche organolettiche degli olii di oliva vergini di cui al regolamento (CEE) n.2568/91.
In una seduta di assaggio viene valutata la corrispondenza di un campione ai profili sensoriali riportati nel disciplinare di produzione, come nel caso degli oli a denominazione di origine protetta.
Il decreto ministeriale 7 ottobre 2021 (pubblicato, sulla Gazzetta ufficiale n.163 del 15 gennaio 2022) definisce i criteri e le modalità per il riconoscimento dei panel di assaggiatori, nonché per l'iscrizione nell'elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.
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Tra i progetti più importanti di Slow Food, movimento internazionale no profit a sostegno della cultura enogastronomica, c'è quello dell'Arca e dei Presìdi del Gusto. La prima si occupa di individuare e catalogare i prodotti di qualità a rischio di estinzione, i presìdi mettono in pratica gli obiettivi di rilancio e salvaguardia, per tutelare un patrimonio non solo economico e commerciale, ma anche culturale, sociale e ambientale.
I presìdi sostengono le piccole eccellenze che rischiano di scomparire, valorizzano i territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali, salvano dall'estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta.
I Presìdi in Liguria sono 14:
- l'acqua di fiori di arancio amaro
- l'aglio di Vessalico
- l'albicocca di Valleggia
- l'asparago violetto di Albenga
- il carciofo di Perinaldo
- la castagna essicata di Calizzano e Murialdo
- il chinotto di Savona
- la pesca artigianale del golfo di Noli
- i fagioli di Badalucco, Conio e Pigna, nelle tre diverse tipologie
- il gallo nero della val di Vara
- la razza bovina cabannina
- lo sciroppo di rose
- le tome di pecora brigasca
- la tonnarella di Camogli
La Giunta Regionale ha approvato le linee guida per la riconversione delle aziende che abbandonano totalmente e definitivamente la produzione di latte bovino, cedendo le proprie quote allo Stato.
Programma di abbandono totale e definitivo della produzione di latte vaccino:
la legge 119/2003 prevede (art.10, comma 20) l'attuazione di un programma di abbandono totale e definitivo della produzione di latte. I criteri attuativi del programma sono stati stabiliti con Decreto Ministeriale 26/02/2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.72 del 26/03/2004. Per aderire al programma di abbandono si deve presentare apposita istanza alla Regione tramite gli uffici territoriali entro il 24 luglio 2004, utilizzando il modulo allegato.
Aiuti alla riconversione delle aziende che hanno abbandonato la produzione di latte vaccino:
la legge definisce inoltre (art.10, comma 21) un apposito regime di aiuti per favorire la riconversione delle aziende zootecniche oggetto di piani di abbandono. I criteri attuativi del regime di aiuti alla riconversione sono stati stabiliti con Decreto Ministeriale 26/02/2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.73 del 27/03/2004.
La Giunta Regionale ha approvato le "procedure di attuazione regionale del regime di aiuti all'abbandono e alla riconversione delle aziende zootecniche da latte", in applicazione del citato D.M. e nel rispetto del Piano di Sviluppo Rurale 2002-2006.
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Cosa si intende per qualità? Quando portiamo sulla nostra tavola un prodotto non basta che questo rispetti le norme igienico-sanitarie. Questa è la sicurezza che però non esaurisce le esigenze di qualità del consumatore.
La qualità è la risultante di diversi fattori: innanzitutto le caratteristiche organolettiche cioè le componenti sensoriali di un prodotto (odore, sapore, consistenza) fortemente legate al territorio di produzione. Altre caratteristiche sono quelle nutrizionali, tecnologiche (facilità d'uso, tipo di confezionamento), culturali, di tutela ambientale e comportamenti etici della filiera produttiva.
I marchi proteggono la qualità
L'obiettivo più importante delle certificazioni di qualità è proprio quello di garantire al consumatore che l'alimento che sta acquistando è stato fatto secondo standard qualitativi di un certo tipo.
Per assicurare questo, e insieme salvaguardare le produzioni, il territorio e le tradizioni rurali, le singole nazioni prima e l'Unione Europea poi hanno emanato leggi e regolamenti di riferimento. La certificazione di qualità istituzionale avviene attraverso l'uso di marchi collettivi. Tali marchi garantiscono composizione, caratteristiche e requisiti dei prodotti, accomunando tutte le aziende che si attengono agli appositi disciplinari di produzione e che si sottopongono a rigorose verifiche.
L'identità e la tipicità territoriali sono caratteristiche qualitative tutelate anche da marchi di associazioni private, come accade per i presìdi di Slow Food.
I prodotti certificati
I prodotti agricoli e agroindustriali che possiedono caratteristiche uniche di immagine, tradizione, tecnologia e cultura, propri di uno specifico territorio o lavorati con particolari tecniche di realizzazione sono definiti prodotti tipici.
Gli alimenti tipici soggetti a certificazioni di qualità sono:
- i prodotti DOP, IGP, STG (marchi europei)
- i vini IGT, DOC e DOCG (marchi nazionali)
- i prodotti tradizionali agro-alimentari
- i prodotti meritevoli di riconoscimento comunitario per la cui realizzazione si usano materie prime di particolare pregio o tecniche di coltivazione ecocompatibili, come i prodotti biologici
Gli organismi di controllo
I produttori che aderiscono a un marchio di qualità e al relativo disciplinare di produzione, devono sottostare ai controlli eseguiti da organismi terzi, che possono essere pubblici (come le Camere di commercio) o privati. L'ente di certificazione garantisce l'aderenza ai principi del marchio con obiettività e imparzialità.
Per approfondire
Puoi avere ulteriori informazioni su questi argomenti visitando il sito del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e il portale dell'Unione Europea.
Download allegati:
- Deliberazione della Giunta regionale n.784 del 29 giugno 2012 (5 Scaricamenti)
Il basilico è una delle colture più tipiche della Liguria, il simbolo di un'agricoltura sospesa sul mare e di una cucina dai sapori antichi. Il basilico è stato introdotto in diverse aree del Mediterraneo e nella stessa Liguria dai Romani che ad esso attribuivano proprietà curative. Il basilico divenne coltura tradizionale a Genova a partire dal XIX secolo, grazie all'introduzione delle serre in agricoltura all'interno di un territorio di grande vocazione agricola: l'area del ponente genovese.
Le eccellenti caratteristiche del prodotto hanno orientato la coltivazione in maniera specializzata per l'uso culinario e la coltivazione si è presto diffusa in tutta la costa della regione grazie alla favorevoli condizioni climatiche e alla trasmissione delle tradizioni agricole: molto spesso si tratta degli stessi agricoltori del genovesato trasferitisi per trovare nuovi terreni per incrementare le produzioni. Così, partendo dal genovesato, la zona di produzione si è espansa a levante e a ponente, in quanto l'intero territorio ligure ha dimostrato un'alta vocazione per l'ottenimento di un prodotto tipico riconosciuto in tutto il mondo. Il basilico, infatti, è una specie che risente fortemente dell'ambiente di coltivazione: per questo motivo quello coltivato in Liguria è omogeneo nella qualità in funzione degli ambiente di coltivazione (serra e pieno campo), delle tecniche di coltivazione e della lavorazione.
Il Basilico Genovese DOP è un prodotto con la protezione comunitaria della denominazione di origine protetta che viene attribuito agli alimenti le cui caratteristiche qualitative sono dovute essenzialmente alle peculiarità di uno specifico territorio. La certificazione è stata attribuita in seguito alla dimostrazione dell'influenza dell'ambiente e delle tecniche tradizionali di produzione tramandate nel tempo per l'ottenimento un prodotto inimitabile, ingrediente base nella ricetta del pesto genovese.
Nel 2008 viene riconosciuto dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali il Consorzio di tutela del Basilico Genovese DOP a cui aderiscono quasi la totalità dei produttori.
Consulta la scheda di dettaglio
Download allegati:
- disciplinare del basilico genovese Dop - 2025 (15 Scaricamenti)
Una fattoria didattica è un'azienda agrituristica in grado di ospitare e svolgere attività didattiche e divulgative nel campo dell'educazione alimentare, dell'agricoltura e dell'ambiente.
Le attività didattiche che si possono svolgere in una fattoria vanno dalle visite guidate, residenziali e non, a giornate dimostrative durante le quali ci si può prendere cura di un orto, di un oliveto o di un frutteto: le aziende si trasformano in veri e propri laboratori del fare e del gustare. Le visite in azienda possono essere integrate e completate organizzando incontri preliminari in aula.
Nel 2003 la Giunta regionale con DGR n.71/2003 aveva attivato il "Progetto regionale delle fattorie didattiche: saperi e sapori della Liguria" per avvicinare il mondo della scuola alla vita di una fattoria tradizionale. Lo stesso anno con DGR n.1014/2003 del 6 agosto ha poi approvato un protocollo d'intesa con Direzione Scolastica Regionale, Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura per l'attivazione del progetto.
Le fattorie didattiche sono regolamentate dalla dgr n.59/2020 e dalla lr n.37/2007 e devono sottoscrivere la Carta degli impegni e della qualità .
In questa pagina puoi scaricare il libretto delle "Fattorie didattiche della Liguria"
Download allegati:
- Logo ufficiale fattorie didattiche (9 Scaricamenti)
- elenco delle fattorie didattiche - aggiornato a gennaio 2025 (5 Scaricamenti)
Il disciplinare di produzione sta alla base della certificazione di qualità.
Nel caso del vino il disciplinare è la norma a cui si deve far riferimento per ottenere un vino a DOCG, DOC, IGT. Il disciplinare è redatto in base alle tradizioni, come per la tipologia di forma d'allevamento del vigneto, o per i vitigni utilizzati.
I disciplinari sono divisi in articoli in cui si specifica:
- la denominazione, a che vitigni si riferisce, in che percentuale e la zona esatta (confini amministrativi e territoriali);
- la resa dell'uva, il titolo alcolometrico minimo dell'uva, la densità delle viti;
- come deve avvenire la vinificazione;
- le caratteristiche tecniche del prodotto finito come colore, odore, gradazione alcolica effettiva, acidità totale, estratto secco minimo;
- le designazioni (ovvero gli specifici nomi legali dei vini previsti in seno alla denominazione/indicazioni), le menzioni (ad esempio, riserva, millesimato, ecc.), le prescrizioni per l'etichettatura e presentazione del prodotto;
- notizie storiche e legami con il territorio;
- organismo di controllo designato (l'ente di certificazione).
La severità dei requisiti specificati nella norma cresce da IGT a DOC a DOCG a DOCG con sottozone.
I vini che hanno ottenuto il marchio doc o igt in Liguria sono attualmente dodici:
- 8 DOC: Rossese di Dolceacqua, Ormeasco di Pornassio, Riviera Ligure di Ponente, Valpolcevera, Golfo del Tigullio, Colline di Levanto, Cinque Terre, Colli di Luni
- 4 IGT: Colline Savonesi, Liguria di Levante, Colline Genovesi, Terrazze dell’Imperiese.
Di seguito trovi la mappa dei vini liguri con la distribuzione sul territorio delle varie tipologie e i relativi disciplinari di produzione.
L'Associazione Viticoltori della provincia di Imperia ha presentato a novembre 2023 una proposta di modifica del disciplinare al vino DOP Rossese di Dolceacqua, consultabile qui di seguito tra i documenti allegati.
Consulta le schede di dettaglio dei vini tipici.
Download allegati:
- Colline del Genovesato IGT (9 Scaricamenti)
- Val Polcevera DOC (10 Scaricamenti)
- Pornassio o Ormeasco di Pornassio DOC (3 Scaricamenti)
- Colli di Luni DOC (10 Scaricamenti)
- Colline di Levanto DOC (6 Scaricamenti)
- Liguria di Levante IGT (3 Scaricamenti)
- Terrazze dell'Imperiese IGT (3 Scaricamenti)
- Riviera Ligure di Ponente DOC (13 Scaricamenti)
- Golfo del Tigullio-Portofino o Portofino DOC (4 Scaricamenti)
- Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua DOC_Elenco catastale UGA (6 Scaricamenti)
- Colline Savonesi IGT (17 Scaricamenti)
- Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua DOC (9 Scaricamenti)
- Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua DOC_localizzazione delle UGA (4 Scaricamenti)
- Cinque terre e Cinque terre Sciacchetrà doc - Modifiche ordinarie al disciplinare di produzione (10 Scaricamenti)
