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Categorizzazione
Da quarantena di livello prioritario (regolamento dell'Unione europea 2019/2072, regolamento dell'Unione europea 2019/1702).
Descrizione dell’organismo nocivo
Xylella fastidiosa è un batterio che vive nello xilema e viene trasmesso da insetti che si nutrono di linfa xilematica. Gli insetti vettori appartengono all'ordine Hemiptera, sottordine Auchenorrhyncha, infraordine Cicadomorpha, superfamiglie Cicadoidea, Cercopoidea e Membracoidea.
È noto che le specie autoctone di Aphrophoridae trasmettono il batterio nell'Unione europea, in particolare Philaenus spumarius, P. italosignus e Neophilaenus campestris . Tra queste, P. spumarius è attualmente considerato il vettore più importante, poiché è l'unico finora dimostrato in grado di trasmettere efficacemente il batterio in condizioni naturali nell'Unione europea (vedere la sezione sulla distribuzione del vettore Xylella fastidiosa nell'Unione europea).
Comportamento e danni alle piante
La tipologia di sintomo dipende dalla combinazione fra la specie vegetale ospite e il ceppo di Xylella fastidiosa.I sintomi tipici e più frequenti riconducibili alle infezioni da Xylella fastidiosa sono il disseccamento degli apici e dei margini fogliari (bruscatura), che interessano porzioni più o meno estese della chioma, accompagnati da imbrunimenti dei tessuti legnosi dei rami colpiti, che progressivamente si possono estendere alle branche più grosse e al fusto. Nelle specie a foglia espansa, le foglie colpite hanno una necrosi marginale talora circondata da un alone clorotico (giallo) o rosso. Nelle altre specie si osservano sintomi di disseccamento irregolari nella pianta. In generale, i sintomi progrediscono dalle foglie più vecchie a quelle più giovani e, con il progredire della malattia, i rami seccano e la pianta può presentare un aspetto spoglio, fino ad andare incontro a morte.
L'espressione dei sintomi è solitamente legata all'occlusione dei vasi xilematici, pertanto i sintomi di Xylella fastidiosa spesso assomigliano a quelli causati dallo stress idrico. In alcuni casi, l'infezione provoca la rapida morte della pianta ospite. D'altra parte, alcune specie vegetali potrebbero addirittura non manifestare alcun sintomo. L'esame visivo non è sufficiente per una diagnosi certa della malattia: in tutti i casi sospetti occorrono analisi di laboratorio per escludere alterazioni di diversa origine.
Specie ospiti
Xylella fastidiosa ha una vastissima gamma di ospiti (oltre 600 specie vegetali). L'elenco aggiornato delle specie ospiti è consultabile sul sito dell'Eppo global database. Le specie maggiormente attenzionate sono quelle ritrovate positive sul territorio europeo e sono indicate dalla Commissione europea ed in continuo aggiornamento. Il Regolamento (Ue) 2020/1201 elenca, in allegato I, tutte le piante da impianto, escluse le sementi, ospiti di Xylella fastidiosa e individua, in allegato II, le piante specificate, ossia quelle notoriamente sensibili a sottospecie specifiche dell’organismo nocivo.
Misure da adottare
Non esistono mezzi efficaci di lotta contro Xylella fastidiosa, se non la distruzione delle piante colpite e l’attuazione di metodi preventivi come l’impiego di varietà resistenti, l’adozione di corrette pratiche agronomiche, il controllo delle infestanti e la lotta contro gli insetti vettori. In tutto il territorio nazionale sono in vigore le misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa.
Controllo rafforzato
Come previsto dal Regolamento (Ue) 1201/2020, successivamente modificato con Regolamento (Ue) 2024/2507, le piante da impianto (sementi escluse) di Coffea, Lavandula angustifolia, Lavandula dentata, Lavandula x intermedia, Lavandula latifolia, Lavandula stoechas, Nerium oleander, Olea europea, Polygala myrtifolia e Prunus dulcis, considerate maggiormente sensibili alle diverse specie europee di Xylella fastidiosa, possono essere spostate per la prima volta all’interno del territorio dell’Unione solo se sono soddisfatte le condizioni seguenti:
- sono state coltivate in un sito che è sottoposto a ispezione annuale dall’autorità competente
- il sito è sottoposto a campionamento e prove per rilevare la presenza dell’organismo nocivo specificato
Pertanto, entro il 31 marzo di ogni anno gli operatori che producono materiale di moltiplicazione e/o piante da impianto di qualsiasi varietà delle piante maggiormente sensibili a Xylella fastidiosa, sopra elencate, hanno l’obbligo di comunicare al Servizio Fitosanitario Regionale i quantitativi che intendono produrre e la data prevista di prima vendita con l’apposito modello Dichiarazione specie vegetali da sottoporre a ispezione e prelievo per la Xylella fastidiosa (Regolamento dell'Unione europea 2020/1201) da inviare tramite pec all’indirizzo fitosanitario@cert.regione.liguria.it
Il campionamento e l’analisi delle aziende è basato sull’ordine cronologico di ricezione della suddetta pec.Le piante potranno essere vendute solamente dopo il ricevimento della comunicazione del servizio fitosanitario regionale circa il risultato negativo delle analisi.
Attività di sorveglianza del territorio
Contrastare la diffusione di Xylella fastidiosa richiede un impegno costante, per questo il servizio fitosanitario regionale effettua controlli capillari su tutto il territorio. Poiché i sintomi della malattia non sono sempre evidenti o immediati, l'ispezione visiva non basta, ma sono necessari campionamenti e analisi di laboratorio. Il monitoraggio coinvolge non solo i vivai, ma anche l’ambiente forestale, aree urbane, oliveti, vigneti e frutteti.
Presenza sul territorio
Attualmente Xylella fastidiosa non è presente in Liguria, dove è attivo uno specifico piano di monitoraggio regionale.
In Italia è presente:
- in Puglia dal 2013 principalmente su olivo, ma anche in altre specie vegetali fra le quali Nerium oleander, Prunus dulcis, Prunus avium, Polygala myrtifolia, Rhamnus alaternus, Westringia fruticosa, Acacia saligna, Spartium junceum, Cistus sp., Salvia rosmarinus, Lavandula sp., Myrtus communis e dal 2024 segnalata anche su Vitis vinifera
- in Toscana dal 2018 su varie specie vegetali fra le quali Polygala myrtifolia, Prunus; dulcis, Rhamnus alaternus, Spartium junceum, Calicotome villosa, Laurus nobilis
- nel Lazio dal 2021 su Prunus dulcis e dal 2022 Spartium junceum
Normativa di riferimento
- regolamento di esecuzione (Ue) 2019/1702 - elenco degli organismi nocivi prioritari
- regolamento di esecuzione (Ue) 2020/1201 - misure per prevenire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa (Wells et al.) che abroga la decisione di esecuzione (Ue) 2015/789 e seguenti modifiche
- decreto ministeriale del 24 gennaio 2022 - adozione del piano di emergenza nazionale per il contrasto di Xylella fastidiosa (Well et al.)
Approfondimenti
- consulta la Pest survey card alla pagina dedicata dell'Efsa - European food safety authority
- consulta il documento tecnico ufficiale n.39 alla pagina dedicata del servizio fitosanitario nazionale
- consulta la carta dei punti di monitoraggio sul Geoportale di Regione Liguria
Contatti
- Referente regionale
Moreno Guelfi
moreno.guelfi@regione.liguria.it - Referenti provinciali
Imperia
Valerio Arena
valerio.arena@regione.liguria.it
telefono 010 548 8065
Savona
Rodolfo Lepra
rodolfo.lepra@regione.liguria.it
telefono 010 548 4782
Genova
Cristina Scotto
cristina.scotto@regione.liguria.it
telefono 010 548 4752
La Spezia
Stefano Bandini
stefano.bandini@regione.liguria.it
telefono 010 548 4567
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Questa pagina è dedicata alla pubblicazione dell'elenco dei beneficiari che percepiscono contributi pubblici nell'ambito della politica di sviluppo rurale. La pubblicazione delle informazioni è qui realizzata al fine di dare all’utenza la possibilità di consultarle.
Rendendo accessibili le informazioni relative ai beneficiari di fondi pubblici si rafforza la trasparenza sull'utilizzo di tali fondi. La pubblicazione delle informazioni è annuale e successiva alla chiusura dell'esercizio finanziario.
Chiunque riceva finanziamenti dell'Unione europea (Ue) nell'ambito della politica agricola comune (Pac) è inserito in elenchi accessibili al pubblico, che sono concepiti per promuovere la trasparenza e la fiducia nelle misure di finanziamento dell'Ue.
Dal punto di vista giuridico, occorre garantire un equilibrio tra il diritto dei contribuenti di conoscere le modalità di gestione degli investimenti e quello dei beneficiari di proteggere i propri dati personali. Le informazioni pubblicate sono quindi essenziali e disponibili solo per un periodo di tempo limitato, vale a dire due anni dalla data iniziale di pubblicazione.
In base alle norme in materia di trasparenza, i paesi dell'Unione europea devono pubblicare informazioni dettagliate sui beneficiari dei pagamenti. Nell'ambito della Politica agricola comune - PAC 2023-2027, l’elenco deve contenere almeno i seguenti dati:
- per le persone giuridiche, la denominazione del beneficiario e, nel caso di appalti pubblici, del contraente
- se il beneficiario è una persona fisica, nome e cognome
- la denominazione dell’operazione
- lo scopo dell’operazione e i risultati attesi o conseguiti
- la data di inizio dell’operazione
- la data prevista o effettiva di completamento dell’operazione
- il costo totale dell’operazione
- l’obiettivo specifico interessato
- il tasso di cofinanziamento dell’Unione
- l’indicatore di località o di geolocalizzazione per l’operazione e il paese interessati
- per le operazioni mobili o che riguardano diverse località, la località del beneficiario se si tratta di una persona giuridica, o la regione a livello NUTS 2 se il beneficiario è una persona fisica
- la tipologia di intervento dell’operazione in conformità dell’articolo 73, paragrafo 2, lettera g). I dati di cui alla lettera b) del primo comma sono rimossi due anni dopo la data della pubblicazione iniziale sul sito.
Norme di riferimento
- Regolamento (Ue) n.2021/2116 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune (articoli 98-99)
- Regolamento di esecuzione (Ue) 2022/128 della Commissione recante modalità di applicazione del regolamento (Ue) 2021/2116 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli organismi pagatori e altri organismi, la gestione finanziaria, la liquidazione dei conti, i controlli, le cauzioni e la trasparenza (articolo 58-62, allegato VIII, allegato IX)
- Regolamento (Ue) 2021/1060 recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti [articolo 49, paragrafo 3]
- consulta la pagina dedicata ai beneficiari dei finanziamenti della Pac 2023-2027 - basi giuridiche per i pagamenti sul sito web dell'Unione europea
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In base alle norme in materia di trasparenza, l’elenco relativo ai beneficiari dei pagamenti Pac 2014-2022 deve contenere almeno:
- fatto salvo quanto previsto all'articolo 112, primo comma, del Regolamento (Ue) 1306/2013, il nome del beneficiario inteso come
- nome e cognome, se si tratta di una persona fisica
- la ragione sociale registrata, se si tratta di una persona giuridica dotata di autonoma personalità giuridica in conformità della legislazione dello Stato membro interessato
- nome completo dell'associazione registrato o altrimenti riconosciuto ufficialmente, se si tratta di un'associazione di persone giuridiche senza personalità giuridica propria
- il comune di residenza o di registrazione del beneficiario e, se disponibile, il codice postale che identifica il comune
- gli importi del pagamento, corrispondente ad ogni misura finanziata dal Fondo Feasr, percepito da ogni beneficiario nell'esercizio finanziario considerato
- la natura e la descrizione delle misure finanziate dal Fondo, a titolo delle quali è concesso il pagamento di cui al precedente punto
Norme di riferimento
- Regolamento (Ue) n.1306/2013
sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune (articoli 111-114) - Regolamento di esecuzione (Ue) n.908/2014
della Commissione recante modalità di applicazione del regolamento (Ue) n.1306/2013 per quanto riguarda gli organismi pagatori e altri organismi, la gestione finanziaria, la liquidazione dei conti, le norme sui controlli, le cauzioni e la trasparenza (articoli 57-62) - consulta la pagina dedicata ai beneficiari dei finanziamenti della Pac sul sito web dell'Unione europea
Per ottenere informazioni circa lo stato dei pagamenti, oltre ai consueti canali informativi (uffici regionali e i CAA - Centri di assistenza agricola), gli agricoltori e tutti i soggetti beneficiari di contributi sul Psr - Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2022, possono contattare direttamente l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea).
Approfondimenti
Il supporto da parte dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura è svolto tramite i diversi canali disponibili alla pagina dedicata del sito web di Agea
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IGP VITELLONI PIEMONTESI DELLA COSCIA
L’IGP Vitelloni Piemontesi della Coscia, si riferisce alle carni fresche provenienti da capi bovini di Razza Piemontese, sia maschi che femmine, allevati nella zona di produzione, indicata chiaramente nel relativo disciplinare, che si estende sull’intero territorio della Regione Piemonte fino ad alcuni comuni delle province di Savona e Imperia.
L’IGP Vitelloni Piemontesi della coscia è ottenuto da carni di bovini di razza Piemontese di età̀ superiore a 12 mesi. I bovini sono allevati dopo lo svezzamento, la cui durata è compresa fra 3 e 8 mesi, e sono alimentati con foraggi conservati provenienti, per almeno il 70%, da prati naturali costituiti da essenze spontanee della zona di produzione e/o da prati costituiti prevalentemente da graminacee e/o leguminose, fino alla macellazione.
La carne dei Vitelloni Piemontesi della coscia IGP si differenzia dalle altre per un notevole sviluppo muscolare, un elevato contenuto proteico e una bassa percentuale di lipidi. Il colore della carne varia dal rosato al rosso chiaro brillante. Per le sue qualità organolettiche la carne è spesso consumata anche cruda ed è venduta nei punti di commercializzazione sia fresca e al taglio, sia preincartata, sia preconfezionata.
L’IGP vuole essere per i produttori un nuovo strumento per far conoscere ai consumatori le qualità dei tagli di carne e soprattutto rendere il prodotto ancora più riconoscibile una volta superati i confini regionali.
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- Disciplinare Vitellone piemontese della coscia (6 Scaricamenti)
L’indicazione Geografica Protetta Acciughe sotto sale del Mar Ligure è riservata al prodotto ottenuto dalla lavorazione e successiva conservazione sotto sale delle acciughe, pescate nelle acque prospicienti la costa ligure ed il territorio dei comuni della Regione Liguria che si affacciano sul versante tirrenico e che abbiano i requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione. L’area di pesca indicata ricade nella zona antistante la costa ligure, ad una distanza dalla costa in funzione della profondità di pesca (batimetria da 50 a 300 metri) con una distanza massima dalla costa di 20 km e della tecnica di pesca tradizionalmente utilizzata, che è quella della lampara con reti a circuizione.
Le acciughe, riferite esclusivamente ad individui della specie Engraulis encrasicolus L., sono pesci migratori e gregari che transitano, dalla primavera all’autunno, in prossimità della costa ligure, e in inverno si stanziano tra i 100 e 150 metri di profondità. La taglia massima prevista dal disciplinare è di 20 centimetri di lunghezza.
L’unicità e l’autenticità delle Acciughe sotto sale del Mar ligure sono strettamente collegate alla tradizione e alla comune cultura dell’arte conserviera delle marinerie liguri.
In Liguria, infatti, già nel XVI secolo, la pesca dell’acciuga e il suo commercio, sia come prodotto fresco che conservato sotto sale, erano regolamentati nei vari statuti dei principali borghi marinari della costa ligure. La Repubblica di Genova era allora in grado di controllare tutto il percorso di approvvigionamento del pesce, i prezzi, la commercializzazione e le regole che dovevano osservare i pescatori.
Il consumo di pesce fresco era limitato alle zone costiere , ma del prodotto conservato la Liguria ne faceva un grande e proficuo commercio. In particolare, lungo i passi montani della riviera di ponente, non si incontravano solo le carovane che trasportavano il sale , ma anche gli “acciugai” : così erano chiamati i commercianti di pesce conservato.
A partire dal XII secolo si perfezionò la tecnica della conservazione del pesce: affumicatura, sottolio e salatura. Tecnica antichissima, pertanto, la conservazione sotto sale, che in Liguria è pratica tuttora diffusa. La particolare morfologia e la posizione geografica regionale (temperatura media annua, tasso di umidità dell’aria e la salinità del mare), permettono di ottenere un livello di salagione ottimale e caratteristico.
Il riconoscimento IGP per le Acciughe sotto sale del Mar Ligure è stato ottenuto nel 2008 e l’ultima modifica al disicplinare è avvenuta nel 2017.
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- Disciplinare Acciughe sotto sale del Mar Ligure (6 Scaricamenti)
La Focaccia di Recco col formaggio IGP è un prodotto da forno ottenuto dalla lavorazione di un impasto a base di farina di grano tenero, olio extravergine di oliva, acqua e sale e viene farcito con formaggio fresco a pasta molle. È composta da due sottilissime sfoglie farcite col formaggio. Alla vista si distingue facilmente dalle focacce tipiche della tradizione italiana e ligure in quanto è molto sottile e all'interno è farcita con uno strato di formaggio fuso. L'altra particolarità è rappresentata dal formaggio di consistenza cremosa, dolce e con una leggera e gradevole nota acidula.
La zona di produzione della IGP è rappresentata dall'intero territorio ligure del comune di Recco e dei comuni confinanti di Avegno, Sori e Camogli.
Le origini della focaccia risalgono al tempo delle invasioni saracene, quando la popolazione genovese, per fuggire dall’invasore, si rifugiava in montagna: il formaggio, la farina ed un poco di olio erano gli ingredienti disponibili in maggiore quantità e sui quali si basava la preparazione dei cibi consumati nell’alimentazione quotidiana. In tempi relativamente recenti (prima metà del 1900) il prodotto si afferma con successo grazie all’azione di un gruppo di ristoratori locali, tutt’oggi attivi nella produzione della focaccia. A loro va il merito di aver diffuso il consumo della focaccia, poiché in precedenza questa veniva preparata unicamente nella festa di Ognissanti, e distribuita gratuitamente alla popolazione.
La focaccia di Recco ha ottenuto il riconoscimento IGP nel 2015, e nel 2024 ha modificato il disciplinare di produzione. Tale modifica ha formalizzato e aggiornato le regole di produzione. I controlli sul rispetto del disciplinare di produzione sono affidati alla Camera di Commercio di Genova al fine di mantenere l'autenticità del prodotto.
La focaccia di Recco col formaggio IGP grazie a un disciplinare rigoroso, che ne tutela l'autenticità e la tradizione secolare, viene celebrata annualmente con eventi e attività di comunicazione per promuoverne l'eccellenza
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- Disciplinare Focaccia di Recco (9 Scaricamenti)
