FOCACCIA DI RECCO COL FORMAGGIO IGP

La Focaccia di Recco col formaggio IGP è un prodotto da forno ottenuto dalla lavorazione di un impasto a base di farina di grano tenero, olio extravergine di oliva, acqua e sale e viene farcito con formaggio fresco a pasta molle. È composta da due sottilissime sfoglie farcite col formaggio. Alla vista si distingue facilmente dalle focacce tipiche della tradizione italiana e ligure in quanto è molto sottile e all'interno è farcita con uno strato di formaggio fuso. L'altra particolarità è rappresentata dal formaggio di consistenza cremosa, dolce e con una leggera e gradevole nota acidula.

 La zona di produzione della IGP è rappresentata dall'intero territorio ligure del comune di Recco e dei comuni confinanti di Avegno, Sori e Camogli.

 Le origini della focaccia risalgono al tempo delle invasioni saracene, quando la popolazione genovese, per fuggire dall’invasore, si rifugiava in montagna: il formaggio, la farina  ed un poco di olio erano gli ingredienti disponibili  in maggiore quantità e sui quali si basava la preparazione dei cibi consumati nell’alimentazione quotidiana. In tempi relativamente recenti (prima metà del 1900) il prodotto si afferma con successo grazie all’azione di un gruppo di ristoratori locali, tutt’oggi attivi nella produzione della focaccia. A loro va il merito di aver diffuso il consumo  della focaccia, poiché in precedenza questa veniva preparata unicamente  nella festa di Ognissanti, e distribuita gratuitamente alla popolazione.

La focaccia di Recco ha ottenuto il riconoscimento IGP nel 2015, e nel 2024 ha modificato il disciplinare di produzione. Tale modifica ha formalizzato e aggiornato le regole di produzione. I controlli sul rispetto del disciplinare di produzione sono affidati alla Camera di Commercio di Genova al fine di  mantenere l'autenticità del prodotto.

 La focaccia di Recco col formaggio IGP grazie a un disciplinare rigoroso, che ne tutela l'autenticità e la tradizione secolare, viene celebrata annualmente con eventi e attività di comunicazione per promuoverne l'eccellenza 

 

I Gruppi di azione locale - Gal sono soggetti, pubblici e privati (partenariato) che si accordano per promuovere lo sviluppo di un determinato comprensorio rurale della Liguria.
Ogni Gal approva una Strategia di Sviluppo locale (Ssl), che si traduce in un insieme coordinato di interventi per lo sviluppo locale.
Gli interventi della programmazione 2023/2027 riguardano due ambiti:

  • sistemi locali del cibo, distretti, filiere agricole e agroalimentari
  • sistemi di offerta socio-culturale e turistico-ricreativo-locale

Le strategie di sviluppo locale possono essere attuate unicamente nelle zone rurali della Liguria che hanno aderito al partenariato.
In Liguria gli unici Comuni non ricadenti nella definizione di "zone rurali" sono Imperia, Genova e La Spezia.

I Gal sono finanziati dal Piano Strategico della PAC (PSP) 2023/2027 e dal collegato Complemento per lo Sviluppo Rurale della Regione Liguria (Csr), intervento SRG06 LEADER – Attuazione Strategie di Sviluppo Locale, con oltre 12 milioni di euro.
I fondi del CSR provengono dall'Unione europea, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale (Feasr), dallo Stato e dalla Regione.

In Liguria nel periodo di programmazione 2023/2027 operano 4 Gruppi di azione locale.

Provincia di Imperia

Gal Riviera dei Fiori
Strategia di sviluppo locale: Terra della taggiasca: le vie dei sapori, dei colori e della cucina bianca 2023/2027
Sede: Azienda speciale della C.C.I.A.A PromoRiviere di Liguria
via Tommaso Schiva 29 - 18100 Imperia
telefono 0183 793280 - 0183 793265 - 0183 767428
email progetti.comunitari@rivlig.camcom.it
Pec promorivlig@pec.it

Provincia di Savona

GAL Valli Savonesi
Strategia di sviluppo locale: Più valore all’Entroterra 2023/2027
Sede: Centro di Sperimentazione e Assistenza agricola (CeRSAA) della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura Riviere di Liguria
via Quarda superiore 16, 17100 Savona
telefono 0182 554949
fax 0182 50712
email vallisavonesi.gal.info@cersaa.it 
vallisavonesi.gal.direzione@cersaa.it
pec cersaa.direzione@pcert.postecert.it

Provincia di Genova

GAL Verdemare Liguria
Strategia di sviluppo locale: Entroterra LEADER di sviluppo
Sede legale: Ente parco dell'Antola Villa Borzino, 16012 Busalla (Ge)
Sede scientifica: via N.S. Provvidenza, 3 La Torriglietta, Torriglia (Ge)
telefono 010 944175 - 010 944175 - 338 7106981
fax 010 9453007
email protocollo@parcoantola.it
pec parcoantola@pec.it

Provincia della Spezia

GAL Provincia della Spezia
Strategia di sviluppo locale: Reti - Reti, Esperienze, Territori, Itinerari
Sede: Camera di Commercio Riviere di Liguria
piazza Europa 16, 19124 Spezia
telefono 0187 728226211
email galprovinciaspezia@gmail.com
pec galprovinciadellaspezia@legalmail.it  
promorivlig@pec.it

In questa sezione si pubblicano i decreti di approvazione gradauatorie

Ai sensi dell’art 49 comma 3 del Reg. Ue 1060/2021, si pubblica l’elenco delle operazioni selezionate per ricevere sostegno dal Fondo europeo per le attività marittime, per la pesca e l'acquacoltura 2021-2027

OLIVE TAGGIASCHE LIGURI IGP
 
Le Olive Taggiasche liguri hanno ottenuto l'approvazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) dall'Unione europea il 2 ottobre 2025, registrate sulla Gazzetta Ufficiale UE, un riconoscimento che tutela e valorizza questo prodotto unico ligure, tutelato in salamoia, denocciolate o come paté, caratterizzate dalla loro dolcezza e sapore delicato. 
 
La recente registrazione delle Olive taggiasche liguri IGP segna una tappa fondamentale per l’intero comparto olivicolo del Ponente ligure.
Un riconoscimento atteso e fortemente voluto da produttori, istituzioni e territori che da sempre custodiscono questa varietà unica, simbolo di eccellenza e tradizione.
 
L’Indicazione Geografica Protetta  rappresenta  uno degli strumenti più forti di tutela e di valorizzazione: contrasto alla concorrenza impropria, maggiore riconoscibilità commerciale, nuove prospettive sui mercati nazionali e internazionali. Una conquista, dunque, non solo per la singola produzione, ma per l’identità agroalimentare della Liguria nel suo complesso.
 
Il riconoscimento IGP non riguarda soltanto un prodotto, ma l’intero paesaggio olivicolo ligure, modellato da secoli di lavoro umano.
Gli uliveti terrazzati, i muretti a secco e le colline che scendono verso il mare rappresentano un patrimonio ambientale e culturale unico, che l’IGP contribuisce a preservare.
 
La cultivar Taggiasca è oggi una delle varietà più apprezzate d’Italia. La sua polpa fine, il gusto delicato e la versatilità l’hanno resa protagonista sia dell’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure, sia delle più rinomate preparazioni da mensa. Negli ultimi anni, tuttavia, la diffusione impropria del nome “Taggiasca” per indicare olive di diversa provenienza ha messo a rischio l’identità del prodotto e il lavoro dei produttori liguri. 
 
Con il riconoscimento IGP, il nome “Olive Taggiasche Liguri” diventa oggi una denominazione protetta, riservata esclusivamente a olive coltivate, trasformate e confezionate in Liguria, secondo le regole stabilite dal disciplinare approvato.
 
Il disciplinare dell’IGP “Olive Taggiasche Liguri” definisce con precisione le caratteristiche del prodotto e le modalità di lavorazione, comprendendo diverse tipologie: olive intere in salamoia, denocciolate, in olio extravergine di oliva e paté di olive. Tutte le fasi — dalla raccolta alla trasformazione, fino al confezionamento — devono svolgersi nel territorio regionale, garantendo un  filiera interamente ligure e una piena tracciabilità del prodotto.
 
Grazie all’IGP, questa eccellenza di oliva da tavola:
  • ottiene una protezione ufficiale dalle imitazioni e dall’uso improprio del nome
  • si inserisce in un sistema di origine già consolidato, accanto a prodotti come l’Olio Riviera Ligure DOP
  • accresce il proprio valore economico, con benefici per produttori, turismo e futuro occupazionale
  • rafforza la comunicazione dell’identità ligure, anche all’estero
Una piccola oliva che porta con sé grandi opportunità.
 

Qui di seguito è possibile scaricare tutta la documentazione.

Nome comune Scarabeo giapponese

Categorizzazione da quarantena di livello prioritario (Reg. UE 2019/2072, Reg. UE 2019/1702)

Descrizione dell’organismo nocivo
Popillia japonica è un coleottero scarabeide originario del Giappone. Gli adulti sono lunghi circa 8-11 mm e larghi circa 5-7 mm; la femmina è tipicamente più grande del maschio. La caratteristica distintiva di questo insetto è la presenza di 12 ciuffi di peli bianchi ai lati dell’addome, unitamente al colore bronzo ramato delle ali e verde metallizzato del capo e del torace. Le larve, color bianco crema, nella fase di massimo sviluppo sono lunghe circa 32 mm e hanno la caratteristica forma a “C” tipica degli scarabeidi.

Ciclo biologico
Nei nostri areali compie una generazione all’anno. Lo sfarfallamento degli adulti avviene tra giugno e settembre, con un picco di attività nel mese di luglio.
Le femmine depongono in media 40-60 uova nel terreno, in zone prative con presenza di graminacee. Le larve svernano nel terreno e si impupano in tarda primavera.

Comportamento e danni alle piante
Gli adulti si nutrono in modo gregario della lamina delle foglie, risparmiandone solo le nervature. Con infestazioni elevate si possono riscontrare centinaia di individui su una singola pianta, che determinano la totale scheletrizzazione delle foglie. Possono inoltre danneggiare in modo significativo fiori (in particolare rose) e frutti (pesche, susine, piccoli frutti).
Le larve, che si nutrono delle radici di piante erbacee, in prevalenza graminacee, causano gravi danni ai tappeti erbosi, creando ingiallimenti, diradamenti e avvizzimenti.

Specie ospiti
Gli adulti attaccano più di 300 specie di piante coltivate e spontanee, tra le quali vite, alberi da frutto, essenze forestali, piante ortive e ornamentali. Le specie più attrattive in Italia sembrano essere:

  • tra le piante coltivate: vite, nocciolo, mirtillo, rovi, lamponi, ribes, ciliegio, prugno, kiwi, mais e soia
  • tra le piante ornamentali: vite canadese, glicine, rosa, tiglio, biancospino, betulla e ibisco
  • tra le piante spontanee: salice, ontano, carpino, gelso, ortica, convolvolo, romice e iperico

Misure da adottare
In caso di ritrovamento è necessario comunicare tempestivamente al Servizio fitosanitario la presenza, anche sospetta, dell’insetto. 
A tal fine, è possibile inviare una e-mail all’indirizzo popillia@regione.liguria.it con:

  • posizione esatta del ritrovamento, possibilmente con coordinate GPS
  • foto nitida dell’insetto
  • numero di telefono del segnalatore

A seguito del parere favorevole espresso dal comitato fitosanitario nazionale e con decreto del dirigente n.8371 del 18 novembre 2025, la Regione Liguria ha adottato il piano di azione per il contrasto all’organismo nocivo Popillia japonica. Il Piano stabilisce un insieme di misure fitosanitarie da applicare all’interno delle zone delimitate con l’obiettivo di eradicare o contenere la diffusione dell’insetto.

Presenza sul territorio
A seguito dell’attività di indagine del territorio svolta nel 2025 dal servizio fitosanitario della Regione Liguria, con decreto del dirigente n.6404 del 4 settembre 2025 è stata istituita un’area delimitata per l’eradicazione nella provincia di Savona, costituita da una zona infestata e una zona cuscinetto, che interessa i comuni di Albissola Marina, Albissola Superiore, Celle Ligure, Savona, Stella San Giovanni e Varazze.

Con decreto del dirigente n.9339 del 19 dicembre 2025, a seguito dei ritrovamenti in Regione Lombardia e in Regione Piemonte, è stata aggiornata la zona cuscinetto in contenimento nella provincia di Genova, comprendente i comuni di: Busalla, Campo Ligure, Campomorone, Casella, Ceranesi, Crocefieschi, Genova, Isola del Cantone, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Ronco Scrivia, Rossiglione, Sant’Olcese, Savignone, Serra Riccò, Tiglieto, Valbrevenna, Vobbia, Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Propata, Rezzoaglio, Rondanina e Rovegno.

Normativa di riferimento

  • regolamento di esecuzione (UE) 2019/1702 - elenco degli organismi nocivi prioritari
  • regolamento di esecuzione UE 2023/1584 - misure per prevenire l’insediamento e la diffusione di Popilliajaponica Newman e a misure per l’eradicazione e il contenimento dell’organismo nocivo in questione all’interno di determinate aree delimitate nel territorio dell’Unione
  • decreto ministeriale del 3 aprile 2024 - adozione del piano di emergenza nazionale per Popillia japonica Newman
  • decreto del dirigente n.6404 del 04 settembre 2025 - istituzione delle aree delimitate per il contrasto all’insediamento e alla diffusione di Popillia japonica e dichiarazioni ufficiali del servizio fitosanitario della Regione Liguria in merito alle prescrizioni di cui all’allegato VIII, punto 2.1, del Regolamento (Ue) 2019/2072 e successive modifiche
  • decreto del dirigente n.8371 del 18 novembre 2025 - approvazione del piano di azioneper il contrasto all'insetto Popilia japonica sul territorio della Regione Liguria
  • decreto del dirigente n.9339 del 19 dicembre 2025 - aggiornamento delle aree delimitate per il contrasto all’insediamento e alla diffusione di Popillia japonica e dichiarazioni ufficiali del servizio fitosanitario della Regione Liguria in merito alle prescrizioni di cui all’allegato VIII, punto 2.1, del Regolamento (Ue) 2019/2072 e successive modifiche

Approfondimenti

Contatti

Nome scientifico del fitopatogeno
Grapevine flavescence dorée phytoplasma (FDp)

Specie ospiti: Vitis vinifera, Vitis sp
La Flavescenza dorata della vite è una malattia causata da fitoplasmi, e rientra nei cosiddetti giallumi della vite (a causa della colorazione giallastra che determina sulle foglie dei vitigni a bacca bianca). La malattia è trasmessa da un vettore, la cicalina Scaphoideus titanus, che svolge il suo ciclo vitale sulla vite.

Il vettore Scaphoideus titanus
La cicalina Scaphoideus titanus è ad oggi il più efficiente vettore per la trasmissione della malattia. Essa acquisisce il fitoplasma nutrendosi a livello del floema delle foglie di vite infette e lo trasmette a nuove piante ospiti dopo un periodo di latenza di 4-5 settimane.
Di norma, l’acquisizione del fitoplasma avviene da parte degli stadi giovanili dell’insetto, mentre l’inoculazione è prerogativa degli adulti. Infatti, il tempo di latenza fa sì che quando il fitoplasma diviene trasmissibile, l’insetto abbia ormai completato la metamorfosi giungendo alla fase adulta.
Solo l’adulto è in grado di spostarsi in volo da pianta a pianta, contribuendo principalmente alla diffusione della malattia.
Anche gli adulti possono comunque acquisire FDp, e la loro efficienza di acquisizione aumenta con l’avanzamento della stagione estiva.
Per contrastare la diffusione della malattia è pertanto fondamentale eseguire una lotta contro il vettore.

Sintomatologia
I sintomi di flavescenza dorata sono molto simili a quelli di altre fitoplasmosi, in particolare a quelli del legno nero e colpiscono i germogli, i tralci, le foglie, i grappoli. Si possono distinguere dei sintomi tipici primaverili e dei sintomi tipici della stagione estiva.

Sintomi chiave primaverili

  • Germogli con numero ridotto di internodi
  • Internodi corti e/o disposti a zig zag
  • Foglie di dimensioni ridotte
  • Disseccamento delle infiorescenze
  • Bollosità della lamina fogliare per sviluppo ridotto delle nervature
  • Disseccamento della porzione apicale del germoglio
  • Ripiegamento verso il basso della foglia
  • Lamina fogliare con seno peziolare più stretto della norma
  • Caduta prematura delle foglie
  • Imbrunimenti della parte interna della corteccia nel capo a frutto sintomatico (inizio giugno)

Sintomi chiave estivi

  • Tracce del germogliamento stentato primaverile
  • Femminelle stentate come i germogli in primavera
  • Arrossamenti e/o ingiallimenti della lamina fogliare che non interessano le nervature
  • Disseccamento dei grappoli in allegagione
  • Arrossamenti e/o ingiallimenti settoriali delimitati dalle nervature
  • Distacco anticipato delle foglie con o senza picciolo
  • Appassimento (nota: l'appassimento può anche solo di porzioni dei grappoli dalla fase di invaiatura fino alla raccolta)
  • Consistenza gommosa del tralcio e/o mancato agostamento
  • Ripiegamento verso il basso delle lamine fogliari
  • Ispessimento della lamina fogliare: consistenza cartacea (percepibile al tatto)
  • Comparsa di pustole oleose nere sui tralci

Difesa e disposizioni fitosanitarie
Con l’entrata in vigore del Reg. Ue 2016/2031, Grapevine flavescence dorée phytoplasma è stato classificato come organismo da quarantena rilevante per l’Unione Europea ed il successivo Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/1630 del 21 settembre 2022 ha stabilito specifiche misure per il contenimento dell’avversità in aree delimitate dove non è possibile l’eradicazione.
Il Settore fitosanitario centrale, in accordo con la normativa comunitaria, ha emanato il 22 giugno 2023 l’Ordinanza n° 4 - Misure fitosanitarie d’emergenza per il contrasto di Grapevine flavescence dorée phytoplasma, atte ad impedirne la diffusione nel territorio della Repubblica italiana, attraverso la quale vengono definite le misure fitosanitarie da applicare nelle aree delimitate secondo una strategia eradicatoria.
Sulla base di tale ordinanza e del decreto legislativo n.19 del 2021, a seguito dei risultati del monitoraggio dell’avversità nell’ultimo triennio 2021-2023, la Regione Liguria ha aggiornato la delimitazione delle aree interessate da flavescenza dorata con il decreto del dirigente del Settore fitosanitario n.2302 del 3 aprile 2024 e a seguito dei nuovi ritrovamenti di focolai di flavescenza dorata nel 2024 ha ulteriormente aggiornato le aree delimitate con il decreto del dirigente del Settore fitosanitario n.4343 del 11 giugno 2025 con le rispettive misure fitosanitarie da applicare in tali aree.

Presenza sul territorio
La Flavescenza dorata phytoplasma è presente in tutte le aree viticole del centro - nord Italia ed è stata segnalata nel 2011 sull’isola di Ischia, che rappresenta ad oggi il focolaio più a sud per l’Italia.
Scaphoideus titanus è presente soprattutto nel Nord e Centro Italia e più sporadicamente in alcune aree del Sud Italia, mentre è considerato assente in Sardegna e Sicilia.
In Liguria l’avversità è presente dai primi anni del 2000.

Pur con l’applicazione delle misure per la lotta obbligatoria previste dal decreto ministeriale del 30 maggio 2000, tra il 2020 e 2021 la malattia ha fatto registrare una recrudescenza nelle aree produttive settentrionali italiane, causando gravi danni alla produzione viticola del territorio nazionale. Tale recrudescenza è imputabile a diverse concause, tra cui la difficoltà di contenimento del vettore con i trattamenti insetticidi, la presenza crescente di superfici incolte, che rappresentano un pericoloso serbatoio di infezione, nonché gli evidenti cambiamenti climatici.
Anche in Liguria tale recrudescenza, seppur più concentrata in alcuni areali viticoli, ha determinato una maggior attenzione verso tale avversità che si è tradotta in un monitoraggio più consistente del territorio vitato regionale, e di conseguenza in una maggior attività di campionamento.
Con decreto del dirigente del Settore fitosanitario n.4343 del 11 giugno 2025 - Aggiornamento della delimitazione delle aree interessate alla presenza di flavescenza dorata della vite in Regione Liguria e relative misure di lotta, ha confermato e aggiornato la delimitazione delle aree in cui è stata riscontrata la presenza dell’organismo nocivo Flavescenza Dorata sulla base degli esiti delle analisi ufficiali sui campioni di vite raccolti durante la campagna di monitoraggio del 2024.

Approfondimenti

Contatti

Nome scientifico del fitopatogeno Ceratocystis platani

Specie ospiti Platanus sp.

Il cancro colorato del platano è una malattia originaria del Nord America, causata da Ceratocystis platani (Walter) Engelbrecht & Harrington (ex Ceratocystis fimbriata f. sp. platani C. May & J.G. Palmer) un fungo ascomicete che rappresenta la più grave avversità per tutte le specie di platano.

Ciclo biologico e patogenesi
Questa specie fungina colonizza i tessuti del legno, in particolare i vasi conduttori che trasportano la linfa ascendente, causandone l’occlusione. Le piante malate disseccano progressivamente e infine muoiono.
L’infezione avviene attraverso ferite, anche piccole (causate da insetti, uccelli, piccoli roditori), e può propagarsi poi da una pianta all'altra anche attraverso il contatto fra le radici (anastomosi). Un’altra importante via di dispersione del patogeno è rappresentata dalle operazioni di potatura, eseguite senza disinfettare la strumentazione tra una pianta e l’altra. Infatti, il fungo produce strutture di resistenza, chiamate clamidospore, che possono restare vitali per alcuni anni, sia nel legno che nella segatura prodotta, contribuendo alla diffusione della malattia.

Sintomatologia
Le piante infette da cancro colorato si riconoscono perché manifestano una generale sofferenza e, sul fusto, zone localizzate depresse definite “cancri”. In corrispondenza di quest’ultimi, i rami disseccano e spesso la pianta reagisce producendo ricacci vegetativi alla base. I cancri sul fusto sono di forma allungata e di colore bruno, la corteccia tende a fessurarsi e sotto di essa si può osservare il margine dell'alterazione; solitamente è molto netto e rappresenta il confine tra il tessuto malato (colore scuro) e il tessuto sano (colore chiaro).
Le piante colpite da cancro colorato sono destinate a morire in pochi anni anche perché, ad oggi, non esiste un trattamento per curare l’infezione.
Difesa e disposizioni fitosanitarie
Con l’entrata in vigore del Reg. Ue 2016/2031, Ceratocystis platani è stato classificato come organismo da quarantena rilevante per l’Unione Europea ed il successivo Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/1629 del 21 settembre 2022 ha stabilito misure particolari per l’individuazione e la gestione delle aree di contenimento.
Il Settore Fitosanitario, in accordo con la normativa comunitaria e nazionale, ha redatto un Piano di Azione Regionale con il quale sono state stabilite le procedure, le azioni e le misure fitosanitarie da attuare nel territorio di propria competenza per contrastare la diffusione della malattia. Il Settore Fitosanitario Regionale conduce inoltre monitoraggi visivi e analisi biomolecolari al fine di diagnosticare la presenza/assenza dell’organismo nocivo sul territorio e valutare tempestivamente azioni contro la sua diffusione, secondo la normativa vigente.

Presenza sul territorio
Con il decreto del dirigente n.6138 del 18 settembre 2023 viene dato atto del quadro generale della diffusione del cancro colorato del platano in Liguria e sono state approvate le zone di contenimento ai sensi del Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/1629.

Approfondimenti

Contatti

Pagina 2 di 49
Facebook
Pin It
  • Regione Liguria - piazza De Ferrari 1 - 16121 Genova tel. +39 010 548.51 - fax +39 010.548.8742
    numero verde gratuito Urp 800 445.445 © Regione Liguria p.i. 00849050109 - Privacy

Per offrire informazioni e servizi nel miglior modo possibile,questo sito utilizza cookie tecnici e analitici.
Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli vedi la privacy policy.