Viti e vitigni doc e igt della provincia di Genova

Bianchetta genovese

Vitigno autoctono ligure conosciuto anche come "Gianchetta" o "Giunchetta". La sua coltivazione inizia nella Valpolcevera e si estende nella riviera di Levante fino a Sestri Levante. Spesso viene confusa con il vitigno Albarola.
Foglia pentagonale, quinquelobata, di media grandezza.
Grappolo medio, compatto e di forma allungata cilindrico conica, semplice o con un'ala piuttosto ridotta.
Acino di media grandezza e forma sferoidale.
Buccia pruinosa di colore giallastro;
Polpa piuttosto molle.

Bosco

il nome prende origine, secondo alcuni, dal fatto che è stato importato nelle Cinque Terre attraverso tralci prelevati nel bosco della villa dei marchesi Durazzo a Genova; da ciò il nome di "uva bosco".
Foglia di forma pentagonale nettamente quinquelobata. Picciolo verde con striature rosse.
Grappolo medio grande, cilindrico, piuttosto spargolo e composto. Acino di dimensioni medio grandi, di forma sferoidale tendente all'ellissoide.
Buccia pruinosa di colore paglierino tendente al dorato ambrato a maturazione avanzata.

Albarola

Vitigno ligure d'antica diffusione la cui area tradizionale è nelle Cinque Terre e nella provincia di La Spezia. Alcuni autori hanno segnalato una sinonimia tra questo vitigno e la Bianchetta Genovese che indagini comparative condotte negli ultimi anni hanno confermato.
Foglia di media grandezza, più larga che lunga, di forma rotonda ed in parte pentagonale, prevalentemente intera ed a volte trilobata.
Grappolo di media grandezza, compatto, di forma allungata cilindrico conica talvolta provvisto di una corta ala.
Acino medio di forma sferoidale tendente all'ellissoide.
Buccia pruinosa di colore verde giallastro di medio spessore.

Moscato

Varietà antica coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo da moltissimi secoli, vanta una distribuzione geografica che copre quasi tutta la penisola. Il nome sembra derivi da "muscum", muschio, per il suo forte aroma caratteristico che i francesi definiscono musquè. Molto probabilmente il moscato bianco corrisponde alle uve che i greci chiamavano anathelicon moschaton ed i romani uva apiana.
Foglia pentagonale di grandezza media, tri e quinquelobata. Portamento della vegetazione espanso.
Grappolo medio, cilindrico conico provvisto di una o più raramente due corte ali.
Acino di forma sferoidale e buccia pruinosa di colore giallo dorato che diventa ambrato nella parte esposta al sole con caratteristiche maculature brunastre.
Polpa consistente dal sapore aromatico.

Rollo

Vitigno tradizionale ligure, la sua coltivazione plurisecolare lo fa entrare di diritto nei vitigni indigeni anche se la sua origine risulta incerta: autoctono genovese o importato dalla vicina Francia. Certamente appartiene alla famiglia varietale che comprende i vitigni Favorita, Pigato e Vermentino.
Foglia nettamente pentagonale di dimensione medio grande, quinquelobata.
Grappolo grande, compatto, tozzo, di forma conico piramidale. Acino sferoidale un po' allungato.
Buccia pruinosa di colore verde giallastro, piuttosto spessa.

Vermentino

Tutte le notizie fanno presumere una sua origine spagnola anche se non vi sono certezze sull'origine di questo vitigno. Intorno al 1300 è stato introdotto in Corsica e tra il 14 ed il 18 secolo è arrivato in Liguria.
Foglia medio grande, pentagonale e quinquelobata.
Grappolo di grandezza media o medio-grande per lo più cilindrico, mediamente spargolo.
Acino medio-grande di forma regolare, sferoidale con buccia pruinosa di colore giallo verdastro.

Ciliegiolo

Le origini di questo vitigno sono incerte. Sembra che la sua introduzione in Italia risalga al 1870 circa, portato dai pellegrini di ritorno dal Santuario di San Giacomo di Compostella in Spagna. Foglia di forma pentagonale media o grande, trilobata o quinquelobata; portamento espanso della vegetazione.
Grappolo grosso, d'aspetto semi compatto o compatto, allungato, piramidale con una o più spesso due ali.
Acino medio grande, arrotondato.
Buccia molto pruinosa e polpa succosa.

Dolcetto

Le prime notizie della sua coltivazione risalgono alla fine del 1700 ed indicano la sua provenienza dalla zona del Monferrato, da cui si è poi diffuso in Liguria. Il nome deriva dalla caratteristica dolcezza della bacca. Foglia di media grandezza, pentagonale, un po' più larga che lunga, per lo più quinquelobata.
Grappolo medio grande, abbastanza spargolo, piramidale piuttosto lungo, alato con una o due ali.
Acini di forma arrotondata e di diversa dimensione nello stesso grappolo.
Buccia molto pruinosa e sottile, polpa succosa e di sapore dolce.

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