Pesca sportiva nelle acque interne

La pesca sportiva appassiona e coinvolge migliaia di persone che la praticano sia in mare sia nelle acque interne (fiumi, torrenti, laghi). Si tratta di uno sport che permette di trascorrere dei momenti immersi nella natura e di immergersi nella tranquillità e nel silenzio, e sicuramente una tipologia di turismo in grado di valorizzare le bellezze e le risorse soprattutto del nostro entroterra. In Liguria sono attive le principali associazioni di pesca sportive, alcune delle quali gestiscono tratti di torrenti o riserve di pesca - molto attive nell'organizzazione di gare e di eventi - e nella gestione delle ordinarie attività in collaborazione con la Regione.

La pesca sportiva in mare è regolamentata da normative contenute nelle leggi concernenti la disciplina della pesca marittima, in cui vengono indicati gli attrezzi consentiti e le quantità massime di pescato prelevabili.

La regolamentazione della pesca sportiva nelle acque interne in Liguria è la legge regionale n.8 del 1 aprile 2014 Disciplina della pesca nelle acque interne e norme per la tutela della relativa fauna ittica e dell'ecosistema acquatico (pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale n.4 del 2 aprile 2014).
Sono considerate interne tutte le acque dolci o salmastre esistenti nel territorio della Regione, delimitate lato mare dalla linea ideale congiungente i punti più foranei delle foci e degli altri sbocchi in mare.

Attualmente l'obiettivo strategico della Pesca nelle acque interne consiste nel coniugare le esigenze di tutela ambientale del territorio con le iniziative che favoriscono la valorizzazione dell'entroterra, al fine di arrestarne l'abbandono.
Negli ultimi anni l'attività di pesca sportiva nelle acque interne, analogamente ad altre attività turistiche e ricreative svolte nell'entroterra ligure, ha avuto un decremento sostanziale, in quanto dal 2000, in cui i pescatori sportivi attivi nella pesca delle acque interne sul territorio regionale erano circa 10.000, sono scesi a meno di 6.000 nel 2010. Tale decremento ha comportato una forte riduzione di afflusso ricreativo e turistico nelle zone interne che ha causato un decremento delle strutture ed infrastrutture turistico-ricettive ed un conseguente progressivo abbandono dell'entroterra.

In tale contesto, occorre quindi avviare tutte quelle attività in grado creare nuove forme di valorizzazione del territorio rurale anche legate al turismo e alla ristorazione, al fine di creare nuovo interesse in queste zone e di favorirne il presidio. Per quanto riguarda la pesca sportiva nelle acque interne, l’obiettivo specifico consiste nello sviluppo sostenibile della pesca sportiva nelle acque interne, soprattutto attraverso il coinvolgimento diretto dei portatori di interesse, la realizzazione di progetti volti alla valorizzazione turistica dei territori rurali nonché con l’incentivazione di attività ludico-ricreative legate alla pesca nelle acque interne.

Aggiornamento: In arrivo nuovo tesserino segna-catture più semplice

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