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Meli dell'entroterra ligure

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  • Nell'entroterra ligure sono presenti diverse varietà autoctone di melo: Melo Belfiore, Melo Beverino, Melo Bianchetta, Melo Musona, Melo Pipìn, Melo Rugginìn, Melo Stolla, Melo Carla.

    Melo Belfiore
    La Spezia
    Varietà nota nelle zone di Varese Ligure e in altri comuni dell'alta val di Vara. Pianta di vigore elevato, con portamento delle branche espanso lateralmente. Frutto a pezzatura medio-grande; forma sferica, leggermente asimmetrica. Colore di fondo della buccia giallo; sovracolore, rosso-arancio per il 25% nella metà superiore; rugginosità ridotta; durezza della polpa medio-debole; colore bianco; tessitura farinosa; di media succulenza. Sapore aromatico, di media dolcezza, acidità medio-debole. Raccolta ai primi di ottobre. Consumo nel mese di dicembre.

    Melo Beverino
    Comune di Beverino (La Spezia)
    Vigore della pianta, medio con portamento delle branche espanse lateralmente. Frutto di pezzatura piccola; forma schiacciata simmetrica. Colore di fondo della buccia giallo; sovracolore, ocra-nocciola (importanza 100%); rugginosità accentuata; durezza della polpa dura; colore bianco; tessitura fine; di media succulenza.
    Sapore aromatico, di media dolcezza, acidità molto debole. Raccolta fine settembre, prima metà di ottobre. Consumo prima metà di ottobre.

    Melo Bianchetta
    Entroterra della provincia di Genova e della Spezia
    Pianta vigorosa, con portamento assurgente. Frutto di pezzatura medio-piccola; forma sferica leggermente schiacciata; frutto leggermente asimmetrico. Colore di fondo della buccia bianco-verdastro; sovracolore, giallo pallido con aree rosso chiaro (importanza 70-80%), sulla parte mediana; rugginosità assente; durezza della polpa, morbida; colore bianco; tessitura fine; molto succulenta. Sapore dolce, poco aromatico, acidità quasi assente. Raccolta luglio. Consumo prima decade di agosto.

    Melo Musona
    La Spezia - Entroterra del levante genovese (val Petronio)
    Vigore della pianta, forte con portamento delle branche assurgente. Frutto di pezzatura medio -piccola; di forma allungata. Colore di fondo della buccia giallo; sovracolore, rosso-arancio (importanza 30-40%) soprattutto intorno alla cavità peduncolare; rugginosità assente; durezza della polpa media; colore della polpa crema molto chiaro; tessitura fine; di buona succulenza. Sapore non molto pronunciato, di scarsa dolcezza, acidità medio-alta. Raccolta fine settembre. Consumo fine ottobre.

    Melo Pipìn
    La Spezia, val di Vara (SP).
    Vigore della pianta, medio con portamento delle branche assurgenti. Frutto di pezzatura piccola; forma tonda, leggermente schiacciata alle cavità; simmetrica.
    Colore di fondo della buccia giallo chiaro; sovracolore, giallo-aranciato (importanza 40-50%) nella parte medio alta; rugginosità intorno alla parte peduncolare; durezza della polpa medio-debole; colore bianco; tessitura fine; di elevata succulenza.Sapore aromatico, dolce, acidità scarsa.
    Raccolta, prima metà di ottobre. Consumo prima metà di novembre.

    Melo Rugginìn (con la ruggine, detta anche Russenente, Cua ruzze).
    Tutto l'entroterra ligure.
    Vigore della pianta, elevato con portamento delle branche espanse lateralmente.
    Frutto di pezzatura medio-piccola; forma leggermente schiacciata alle cavità, simmetrica. Colore di fondo della buccia giallo; sovracolore, nocciola chiaro (importanza 100%); rugginosità presente ed elevata; durezza della polpa media; colore bianco-giallo o giallo oro; tessitura media; di media succulenza. Sapore aromatico, di medio-scarsa dolcezza, acidità debole.
    Raccolta, prima metà di ottobre. Consumo dicembre.

    Melo Stolla
    La Spezia, passo delle Cento Croci
    Pianta dal forte vigore, con portamento delle branche espanse lateralmente.
    Frutto di pezzatura piccola; forma schiacciata simmetrica. Colore di fondo della buccia giallo; sovracolore, ocra-nocciola (importanza 100%); rugginosità accentuata; durezza della polpa dura; colore bianco; tessitura fine; di media succulenza.
    Sapore aromatico, di media dolcezza, acidità molto debole. Raccolta fine settembre, prima metà di ottobre. Consumo prima metà di ottobre.

    Melo Carla (Napoleone, di Finale)
    Tutto l'entroterra ligure
    Pianta vigorosa, con portamento semi-assurgente. Molto produttivo. Frutto sferico-conico, color giallo paglierino, macchiato di color rosso vivo. Polpa bianca lievemente acidula. Matura da ottobre a febbraio. Cultivar molto apprezzata sui mercati locali, anche se le quantità offerte sono limitate. 

  • Zona di produzione: Tutto il territorio dell'entroterra ligure
  • Curiosità: Nei giardini storici, ma soprattutto negli orti, conclusi nel loro mondo paradisiaco dagli assolati muri, si custodiscono dei veri e propri gioielli bio-culturali. Gli antichi pomi, infatti, racchiudono in sé grande significato culturale oltre che biologico.
    Nell'entroterra, nei luoghi dove è sopravvissuta un'agricoltura legata più alla passione per la terra piuttosto che a veri e propri interessi economici, se si osserva attentamente e si ha l'umiltà di ascoltare i racconti di ormai vecchi - e saggi - agricoltori si possono apprendere tantissime notizie sulle tradizionali tecniche di coltivazione, sulle varietà locali di frutta e di ortaggi. Conoscenze preziose, derivate dal silenzioso lavoro di generazioni di coltivatori che hanno selezionato, quasi in ogni angolo di territorio, differenti cultivar di mele, pere, prugne, castagne, nocciole, albicocche, uva ed altro.
    Le varietà antiche locali, poco appariscenti e in alcuni casi anche poco produttive ma spesso saporite, profumate e di facile conservazione, stanno scomparendo.
    Già solo dall'osservazione dei prodotti presenti sulle bancarelle del mercato si può giungere all'affermazione che si vendono cultivar di mela riconducibili a tre o quattro varietà capostipiti, ciò anche per le susine, per le pere e così via: in gergo scientifico, il fenomeno è definito erosione genetica.
    La produzione frutticola su grande scala è ormai orientata su poche varietà che garantiscono elevata produttività, uniformità di pezzature e di forme, resistenza alle manipolazioni e ai trasporti. Il consumatore, frettoloso ma anche molto esigente, ritiene le piccole malformazioni e la rugginosità dei frutti indici di cattiva qualità merceologica. Così le varietà e le razze locali sono state soggette a un'accelerata perdita di diversità genetica.
    In un'indagine del 1949 pubblicata negli atti del III Congresso nazionale di frutticoltura (Ferrara), il professor Breviglieri della Facoltà Agraria e Forestale dell'Università di Firenze evidenziava, provincia per provincia, le varietà di melo diffuse fino al 1929, in produzione nel 1948 e quelle preferite nei nuovi impianti.
    Da tale relazione si evidenziava come la superficie frutticola ligure sia sempre stata non specializzata. Le due province con superficie specializzata erano Imperia e Savona, mentre La Spezia presentava solo impianti di tipo promiscuo. Genova non veniva addirittura considerata. Tra le varietà erano menzionate la Carla, la Renetta del Canadà, la Rosa mantovana e poi Rodella, Pome, Mazzolo... ma altre ancora se ne trovano sulle nostre piane e i nostri terrazzamenti.

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