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Zerarìa

Zrarìa

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  • Con zerarìa, localmente detta zrarìa, si intende una gelatina lavorata, di carne di manzo e di maiale. Il tipo di mercato è locale e al dettaglio; con vendita e consumo anche presso alcune aziende agrituristiche della zona. Simile, con qualche variante si produce in val Bormida, nel savonese, e in valle Stura, nell'entroterra di Voltri.

  • Zona di produzione: Entroterra savonese (valle Bormida) e genovese (valle Stura)
  • Lavorazione: Le zampette di suino e la testa vengono fatte bollire con aromi (sale, pepe, alloro, limone, ecc.) che variano da zona a zona, fino a ottenere un brodo. Terminata la cottura, si tagliano le varie parti con il coltello e si dispongono in un piatto profondo ricoprendole con il brodo caldo che raffreddandosi formerà una densa gelatina. Si adorna con foglie d'alloro o di limone fresche. Tradizionalmente l'impasto era messo in appositi stampi in legno, a forma di bauletto. Si lascia così per alcuni giorni, poi si consuma tagliata a fette.
  • Curiosità: Tipico dell'entroterra del Ponente ligure, dove si preparava durante il periodo natalizio, è un piatto elaborato e sostanzioso che si ottiene unendo varie carni bollite e un brodo aromatizzato al limone, all'alloro e allo zafferano. Un insieme arabeggiante come il nome che è la traduzione di gelo, freddo, ovvero un elemento fondamentale per la preparazione del piatto.
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