L'acquacoltura in Liguria

L'acquacoltura è l'allevamento di organismi acquatici tra cui pesci, molluschi, crostacei e piante acquatiche e rappresenta un settore economico molto importante della produzione alimentare, fortemente sostenuto, anche economicamente, dall'Unione Europea.

L'acquacoltura, specie per orate, branzini e molluschi, fornisce prodotti apprezzati dai consumatori e rappresenta un'alternativa alla pesca, attività sempre più condizionata dalle misure restrittive imposte per salvaguardare la conservazione delle risorse.

Per quanto riguarda la produzione di pesce, la realtà ligure attualmente può contare su tre impianti off-shore, con gabbie galleggianti dislocate in mare aperto, in provincia della Spezia, Genova e Savona. Le aziende liguri hanno puntato sulla produzione di un prodotto di elevata qualità grazie all'utilizzo di mangimi certificati privi di organismi geneticamente modificati e di farine di animali terrestri e all'assenza di trattamenti disinfettanti e antibiotici. L'impiego di protocolli produttivi per garantire il benessere animale prevede, ad esempio, il mantenimento di basse densità di allevamento in gabbie di elevata volumetria e il prelievo con tecniche tali da ridurre lo stress del pesce.

Grande attenzione è riservata alla qualità dell'ambiente, la cui integrità è garanzia di qualità del prodotto allevato. Sono eseguiti continui controlli sui parametri chimico-fisici dell'acqua sia dai preposti organi istituzionali dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure (Arpal) e ASL che dalle stesse aziende nell'ambito di procedure di autocontrollo o di certificazione.

La produzione di molluschi è concentrata in provincia della Spezia, dove la mitilicoltura ha origini antiche e ben radicate. Negli impianti sono impegnate tre cooperative, ognuna con compiti specifici relativi alla riproduzione, alla stabulazione del materiale allevato e alla commercializzazione. Le cooperative hanno circa centocinquanta soci. La produzione annua dell'impianto si aggira intorno alle tremila tonnellate.

Novità normative:

Nonostante la rapida crescita degli ultimi anni, l'acquacoltura incontra numerose difficoltà legate a un mercato alimentare sempre più competitivo, ai problemi tecnici e all'elevato rischio di produzione, alle lungaggini burocratiche per ottenere i previsti permessi e non ultimo a una lacunosa comunicazione con i consumatori e il pubblico.
Allo scopo di fare chiarezza su alcuni di questi aspetti, la Regione Liguria ha emanato nel 2006 un'apposita legge regionale (L.R. 21/2006) che disciplina l'attività di maricoltura e che prevede la redazione di direttive e criteri per l'esercizio dell'acquacoltura marittima. Queste ultime, approvate con D.G.R. 1415 del 30/11/2007, assolvono a molteplici funzioni:

  • rappresentano un utile strumento di riferimento per i Comuni e le Autorità Portuali nell'ambito dei progetti di riordino, razionalizzazione e ristrutturazione dei porti e degli approdi liguri
  • costituiscono un documento di riferimento per i potenziali soggetti interessati a realizzare nuove realtà produttive di acquacoltura in Liguria
  • rappresentano un utile strumento conoscitivo per il pubblico affinché possa venire a conoscenza delle realtà attualmente esistenti in Liguria, delle informazioni relative alla salubrità degli alimenti e alla tutela della salute pubblica, alle disposizioni relative alla tutela dell'ambiente e al benessere degli animali allevati e, più in generale, delle iniziative della Regione Liguria finalizzate alla disciplina e al controllo di questo specifico settore produttivo.
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