moduli e regolamenti

moduli e regolamenti (64)

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha definito le modalità applicative per gli interventi di espianto dei vigneti. Le modalità di presentazione delle domande e i criteri per la verifica dei requisiti richiesti sono stati definiti dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) con circolare n.31 dell'11 agosto 2008.

Tempi di presentazione delle domande
Le domande di espianto devono essere presentate dal proprietario dei vigneti ad Agea entro il 15 settembre di ogni campagna. Nel caso in cui la domanda sia presentata da un conduttore non proprietario occorre allegare il consenso scritto all'estirpazione del proprietario del vigneto. Gli interventi di estirpazione dei vigneti vanno realizzati entro il 31 maggio di ogni anno.

Superficie ammissibile
La superficie minima ammissibile al premio è di 0,1 ettaro.

Importo del contributo
Per il 2008 il contributo può variare da un minimo di 1.740 euro (rese inferiori a 20 ettolitri per ettaro) ad un massimo di 14.760 euro (rese superiori a 160 ettolitri per ettaro) ad ettaro in rapporto alla resa del vigneto. La resa viene calcolata sulla base della resa media risultante dalle dichiarazioni di raccolta delle cinque campagne comprese tra quella 2003/2004 e quella 2007/2008. Dal computo vanno escluse le annate che hanno avuto la resa più alta e la più bassa.

Criteri di priorità
Hanno priorità per l'ottenimento del contributo i viticoltori che si impegnano ad estirpare l'intero vigneto e i produttori con più di 60 anni di età.

Come previsto dalla Carta regionale degli impegni e della qualità, le fattorie didattiche sono tenute a compilare le schede di rilevamento sulle visite effettuate dalle scuole e da altri soggetti interessati presso le loro strutture.
A questo scopo sono state predisposte e semplificate le schede di rilevamento per l'anno scolastico 2018-2019 (compilabili direttamente on-line cliccando sul titolo della scheda qui riportato di seguito):

  • la scheda A e la scheda C, a cura della fattoria didattica, riepilogano le visite effettuate all'azienda dai diversi istituti scolastici o da altri gruppi 
  • la scheda B è a cura dell'insegnante che ha accompagnato la classe in visita alla fattoria didattica. Pertanto il titolare della fattoria didattica alla fine della visita deve richiedere all'insegnante di compilarla on-line.

Le schede devono essere inviate entro il 30 giugno 2019. E' preferibile compilarle direttamente on-line(vedi sopra), oppure si possono scaricare in formato .rtf e inviarle:

  • all'indirizzo e-mail federica.serra@regione.liguria.it
  • per posta al Settore Politiche Agricole e della Pesca - Regione Liguria, via Bosco 15, 16121 Genova
  • via fax al numero 010-5484909

Ulteriori informazioni si possono richiedere al Settore Servizi alle imprese agricole, tel 010-5484698, federica.serra@regione.liguria.it.

Con il decreto del Ministero della Salute dell’11 agosto 2014 l’Anagrafe apistica nazionale è diventata operativa. La giunta regionale, con delibera n.265 del 1 aprile 2016, ha stabilito che per quanto riguarda la denuncia obbligatoria di detenzione degli alveari, in capo ai proprietari o detentori di apiari di qualsiasi tipo, stanziali o nomadi, prevista dall'art.10 della L.R. n.36/1984, la stessa è assolta con l’adempimento degli obblighi previsti per la registrazione/aggiornamento della Banca Dati Apistica Nazionale.

In questo modo, l'apicoltore può effettuare l'iscrizione solo al registro nazionale, sollevandolo dal doppio aggravio burocratico che in precedenza prevedeva anche l'iscrizione al registro regionale. Non è pertanto più necessaria la denuncia alla Regione Liguria.

L'Anagrafe apistica nazionale non è altro che una banca dati dove saranno presenti tutti gli apicoltori, amatoriali o professionali, e tutti gli alveari allevati, come già avviene in molti altri comparti della zootecnia. Molti apicoltori italiani sono già abituati a comunicare i propri dati aziendali agli organi competenti, per cui cambierà poco, a partire dall'assegnazione del codice identificativo che è univoco, ovvero indipendente dalla collocazione dei diversi apiari.
Secondo quanto prevede il manuale operativo, gli apicoltori devono registrarsi nella Banca Dati Apistica BDA e fare tutte le operazioni previste dal manuale operativo, direttamente o con l'aiuto di alcuni soggetti da loro formalmente delegati per iscritto, ad esempio le associazioni degli apicoltori, e utilizzando soltanto documenti elettronici, che verranno firmati con la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) ed inseriti direttamente nella Banca Dati Apistica Nazionale (BDA).

Con l’approvazione del Manuale operativo per la gestione dell'anagrafe apistica nazionale, vengono uniformate anche le caratteristiche del cartello identificativo che, quindi, diventa obbligatorio in ogni apiario e in ogni regione italiana. Questo dovrà riportare la scritta "Anagrafe apistica nazionale - decreto ministeriale 4 dicembre 2009 e, di seguito, il codice identificativo univoco dell'apicoltore. Deve inoltre essere di materiale resistente agli agenti atmosferici e non deteriorabile nel tempo, avere dimensioni minime equivalenti al formato A4 e con il colore del fondo bianco; i caratteri della scritta dovranno essere di colore nero e di altezza minima di 4 centimetri, stampati o scritti con inchiostro o vernice indelebile.

In sintesi gli adempimenti di un apicoltore sono:

  • comunicare l'inizio della propria attività;
  • registrare la consistenza dei propri apiari e la loro collocazione
  • aggiornare tra il 1° Novembre e il 31 Dicembre di ogni anno la consistenza e la collocazione dei propri alveari
  • comunicare l'eventuale cessazione o interruzione dell'attività
  • comunicare le informazioni relative alle movimentazioni di alveari, non solo a fini produttivi ma anche per la compravendita di alveari, sciami, nuclei, pacchi d'ape, regine.

Si informa infine che nella legge n.154 del 28 luglio 2016 all’art.34 sono state indicate le sanzioni previste per chi contravviene all’obbligo di denunzia della detenzione di alveari presso le ASL competenti e di conseguenza determina il mancato aggiornamento della Banca Dati dell’anagrafe apistica nazionale; la sanzione amministrativa pecuniaria va da 1.000 a 4.000 euro.

Per ulteriori informazioni sulle modalità di denuncia è possibile inviare una mail all'indirizzo apicoltura@regione.liguria.it.

Con DGR n.848/2007 la Giunta regionale ha approvato i criteri per l'attività di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari. Questo documento di sintesi è frutto del lavoro di un gruppo di esperti di vari dipartimenti regionali e di Arpal.
Le principali disposizioni riguardano:

  • la comunicazione preventiva di spandimento da presentare al Comune in cui sono ubicati i terreni, almeno trenta giorni prima (art. 3)
  • le modalità tecniche di spandimento (art. 4), che deve seguire precise norme igienico sanitarie, di tutela ambientale e urbanistiche
  • lo stoccaggio e il trasporto delle acque di vegetazione (art. 7 - 8). Lo stoccaggio è consentito per non oltre trenta giorni, vengono definite le caratteriste dei contenitori e la loro capacità minima. Il loro trasporto richiede copia della comunicazione preventiva (allegato A) e un documento di trasporto, secondo il modello in allegato C
  • lo stoccaggio e il trasporto delle sanse umide (art.9) da effettuare su platea impermeabilizzata. 
  • le attività di controllo e monitoraggio (art. 10) effettuate dall'Agenzia regionale per l'ambiente ligure, che riceve la comunicazione di avvio dell'attività da parte del Comune competente.

La Regione Liguria, grazie alla collaborazione degli assessorati all'Agricoltura e all'Ambiente, ha predisposto un compedio completo dei riferimenti normativi vigenti sull'uso agricolo di reflui dalle lavorazione dei frantoi oleari.
Il compedio delle disposizioni in vigore in Liguria è stato inviato in formato cartaceo a istituzioni, associazioni ed enti delegati e comprende:

  • la presentazione a cura di Luca Fontana, Direttore generale Dipartimento Agricoltura, Sport, Turismo e Cultura e Gabriella Minervini, Direttore generale Dipartimento Ambiente
  • la DGR n.848/2007
  • il DDG n.355/2007
  • il DD n.3385/2007
  • circolare n.1 del Dirigente dell'Ufficio produzioni agroalimentari prot. n.12040 del 25/01/2008
  • i riferimenti alla legislazione nazionale:
  • gli uffici referenti regionali

Il Decreto del Dirigente n.1163 del 26 aprile 2012 definisce la modulistica che i produttori di uva da vino devono utilizzare per le diverse istanze che è possibile chiedere alla Regione.
Le domande vanno presentate alla sede competente per territorio del Settore Ispettorato Agrario Regionale.

  • I produttori di uva da vino sono tenuti a chiedere la relativa autorizzazione, secondo le procedure indicate nella Tabella A allegata alla dgr n.1517 del 16 dicembre 2011, ed utilizzando la modulistica sotto riportata, se intendono procedere a:
    • ottenere un diritto di reimpianto avendo estirpato una superfice vitata (MODULO 2)
    • realizzare un nuovo vigneto con l'utilizzazione di un diritto precedentemente assegnato (MODULO 4)
    • ottenere l'idoneità a produrre vino a DO e/o a IG (MODULO 5)
    • ottenere l'iscrizione tardiva di un vigneto allo Schedario Viticolo (MODULO 6)
    • impiantare un vigneto per la sperimentazione o per la produzione di piante madri (MODULO 8)
    • piantare anticipatamente un vigneto (MODULO 9)
  • E' invece sufficiente una comunicazione preventiva al Settore Ispettorato Agrario Regionale per quanto riguarda:
    • la semplice estirpazione di un vigneto regolarmente registrato sul Fascicolo aziendale (MODULO 1)
    • l'impianto di un vigneto ad uso familiare per una superficie massima di 1.000 metri quadrati, per i produttori che non dispongono di altre superfici vitate e che si impegnano a non commercializzare in alcun modo le produzioni ottenute (MODULO 10)
    • il sovrainnesto di un vigneto (MODULO 11)
  • E' previsto invece il solo obbligo di comunicazione per quanto riguarda:
    • la variazione del Potenziale vitivinicolo aziendale (MODULO 3)
    • il cambio di conduzione aziendale (MODULO 7)

Si ricorda inoltre che nel caso in cui il titolare di una istanza non fosse l'unico proprietario del vigneto, lo stesso ha l'obbligo di allegare una dichiarazione del proprietario dei terreni o del contitolare del vigneto che lo autorizza a presentare l'istanza (ALLEGATO A).

Il periodo vendemmiale è stabilito dalla legge n. 238 del 12 dicembre 2016 “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino” che all’articolo 10, comma 1 dispone che “il periodo entro il quale è consentito raccogliere le uve ed effettuare la fermentazioni e le rifermentazioni dei prodotti vitivinicoli è fissato dal 1° agosto al 31 dicembre di ogni anno”.

Per impianti illegali si intendono quei vigneti impiantati senza disporre dei corrispondenti diritti di impianto introdotti con il Regolamento CE n.822/1987. Nel regolamento CE n.491/2009 (OCM unica in vigore) nella sezione IV bis, sottosezione I  vengono suddivisi gli impianti illegali a seconda del periodo in cui è stato realizzato l'impianto stesso. Si distinguono in particolare due casi:

  1. impianti illegali tra il 1 aprile 1987 e il 31 agosto 1998;
  2. impianti illegali posteriori al 31 agosto 1998

Per gli impianti del punto 1) : attualmente i termini per la regolarizzazione di tali impianti sono scaduti e la normativa vigente NON prevede per ora ulteriori finestre di sanatoria.

Per gli impianti del punto 2) i produttori estirpano a loro spese le superfici impiantate a vite nel periodo sopraccitato come previsto da art. 85 bis comma 1 del Regolamento CE n.491/2009.

Per gli impianti anteriori al 1 aprile 1987, come conseguenza dei due casi sopraccitati, la normativa prevede che, anche senza disporre dei corrispondenti diritti di reimpianto, sono legali e quindi soggetti solo alle disposizioni normative relative alla gestione del potenziale viticolo, con pagamento della sola sanzione amministrativa per la mancata e ritardata dichiarazione nello schedario viticolo regionale che ammonta ad euro 62 per ogni decara o frazione di decara (1000 mq) di superficie a vigneto, come previsto dalla legge regionale n.6 del 14 febbraio 2007 Rideterminazione di sanzioni amministrative nel settore vitivinicolo, pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale n.4 del 21 febbraio 2007.

La superficie per poter essere sanabile al momento della presentazione della domanda deve possedere i seguenti requisiti:
1. essere coltivata a vigneto ed essere in produzione;
2. essere coltivata con varietà di uva da vino autorizzate in Regione Liguria;
3. avere anno di impianto antecedente al 1987 da comprovare con documentazione.

Il versamento deve essere effettuato  solo dopo il sopralluogo del tecnico regionale atto a verificare requisiti e superficie da sanare. Di seguito gli estremi: CC postale n.526160 intestato a Regione Liguria, causale: "sanzione amministrativa per iscrizione tardiva allo schedario viticolo"

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