prodotto

Patata Cabannese

  • Tubero tondo-ovale, di pezzatura media; buccia scabrosa, quasi a "scaglie" e giallastra. Patata a pasta gialla, farinosa, di tessitura grossolana come una "grattugia"; gemme chiare e superficiali; germoglio bianco con base violacea. Fiore viola molto chiaro, con raggiature bianche. Si tratta di una varietà semitardiva, assai serbevole, molto produttiva e resistente alle fitopatie. 

    Oggi la patata Cabannese è conservata dal Consorzio della Quarantina, ma non è commercializzata a causa delle sue scarse qualità di sapore e rendimento culinario.

  • Zona di produzione: Val d'Aveto e parti alte delle valli retrostanti il Tigullio
  • Lavorazione: La coltivazione del tubero segue tre fasi: pregerminazione a marzo, semina fra aprile e giugno, raccolta dopo 120 giorni dalla semina. Il tubero non necessita di particolari attenzioni. Ancora oggi, la Cabannese è coltivata con le stesse modalità del passato.
  • Curiosità: Il nome Cabannese si riferisce alla frazione Capanne di Rezzoaglio, in alta Val d'Aveto, da dove si pensa sia partita la coltivazione. Testimoniata in altre zone dell'entroterra ligure (Stura, Varo, Ceno) oggi è conservata, senza obiettivi commerciali, presso l'Associazione Consorzio della Quarantina.
Facebook
Pin It
  • Regione Liguria - piazza De Ferrari 1 - 16121 Genova tel. +39 010 548.51 - fax +39 010.548.8742
    numero verde gratuito Urp 800 445.445 © Regione Liguria p.i. 00849050109

Per offrire informazioni e servizi nel miglior modo possibile,questo sito utilizza cookie tecnici e analitici.
Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli vedi la privacy policy.