Pino domestico (Pinus pinea Linneo) - 01-G925

Pino domestico: foto di S.Stefanelli (C.F.S. Sp) Pianta dal portamento eretto, con ramificazione rivolta verso l'alto nella parte sommitale del fusto, con la tipica chioma ad ombrello. Raggiunge e, in certi esemplari, supera i 30 metri di altezza. Come tutte le conifere ha foglie aghiformi raggruppate a fascetti di due, lunghe 10-20 centimetri, verde scuro.
Gli organi riproduttivi maschili (microsporofilli) sono amenti giallognoli raggruppati presso l'apice dei rametti, anche gli organi femminili, che daranno origine agli strobili (le pigne), sono amenti globosi e verde-giallognoli. Le pigne sono globose e grandi, maturano in tre anni, all'interno sono contenuti i semi (pinoli). La corteccia è costituita da grandi placche allungate di colore rossiccio.
Vegeta su tutti i suoli, con predilezione per quelli più asciutti e poco argillosi. E' una specie eliofila, e xerofila, ama cioè una buona insolazione e clima asciutto. Attualmente molti pini domestici mostrano un evidente stato di deperienza a causa della aggressione di inquinanti quali detersivi e saponi presenti in mare, che con la loro azione "sgrassante" sciolgono le cere protettive presenti sugli aghi, agevolando la disidratazione.
Il legno non è di particolare pregio.
Essa viene impiegata soprattutto per la produzione di pinoli e per la resina (trementina), usata ad esempio nei solventi per vernici, ma anche in fitoterapia nelle affezioni respiratorie.
  • Tipologia: Albero singolo
  • Sinonimo nome comune: Pino da pinoli
  • Comune: Portovenere
  • Provincia: LA SPEZIA
  • Località: Isola Palmaria - Centro Educazione Ambientale
  • Età presunta: 100 anni
  • Altezza: 16,5 metri
  • Diametro del fusto: 372 cm.
  • Numero piante: 1
  • Annotazioni: Esemplare imponente dalla chioma scolpita dai venti salmastri, ha una caratteristica forma policormica che si discosta dall'architettura tipica della specie. Pur non essendo specie spontanea della flora italiana, costituisce elemento caratteristico del paesaggio dell'Isola Palmaria, domina i suoi boschi ed è ben visibile da Portovenere.Il pino domestico e quello marittimo erano dedicati a Rea, la madre montana, e a Nettuno. Sul Palatino, presso la casa di Romolo e di Livia, fu piantato nell'anno 201 a.c. il primo bosco di pini domestici per fondarvi il culto della Magna Mater Cibele.
  • Come arrivare: Da Portovenere si raggiunge l'Isola Palmaria con l'ausilio delle imbarcazioni di linea. Giunti all'attracco in località Terrizzo, si prosegue percorrendo la strada asfaltata che sale verso il forte militare sede del CEA (Centro Educazione Ambientale). Dopo circa 3 Km si arriva in località casa Monfroni dove è sita la pianta.
  • Latitudine: 44°02'37,08''
  • Longitudine: 9°50'24,60''
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