malattie (26)

La peronospora è una malattia causata dal fungo Plasmopara viticola che colpisce le foglie e i grappoli di vite. E' stata segnalata per la prima volta in Europa nel 1878, probabilmente giunta dall'America in seguito all'importazione dal continente americano di viti da utilizzare come portainnesti resistenti alla fillossera.
Quando la pianta ha raggiunto uno sviluppo tale da essere ricettiva agli attacchi del fungo e non appena si verificano condizioni meteorologiche particolari (regola dei tre 10: lunghezza dei germogli superiore a 10 cm, temperature minime assolute superiori a 10 °C, piogge superiori o uguali a 10 mm in 24 - 48 ore) può partire la cosiddetta infezione primaria di peronospora.
Il fungo penetra nella foglia e, dopo un certo periodo detto di incubazione durante il quale il fungo si sviluppa all'interno dei tessuti fogliari, fuoriesce nuovamente con i suoi organi di propagazione. Da questi organi potranno avere luogo le infezioni secondarie, che possono susseguirsi ogni volta che si verificheranno condizioni favorevoli di temperatura e di bagnatura fogliare.

I sintomi
Come conseguenza dell'infezione primaria le foglie presentano sulla pagina superiore le cosiddette "macchie d'olio", cioè chiazze tondeggianti con colorazione che va dal verde chiaro al giallastro e che diventano traslucide con l'avanzare dell'incubazione. Sulla pagina inferiore, in corrispondenza delle macchie d'olio si sviluppa una muffa biancastra costituita dagli organi di diffusione del fungo; in seguito la macchia necrotizza, determinando disseccamenti localizzati. Nei casi più gravi forti attacchi di peronospora possono comportare la perdita totale delle foglie.
L'attacco su grappolo segue quello sulle foglie; il rachide assume un aspetto afflosciato con tacche color verde/bruno, talvolta può ripiegarsi a esse e successivamente dissecca.

 

E' stato segnalato da qualche anno in Spagna e di recente anche in Sicilia, Campania, Puglia, Toscana e Liguria. Stando agli studi scientifici, una pianta colpita dal pericoloso coleottero è inevitabilmente compromessa.

Le femmine depongono le uova sui piccioli delle foglie taglate o sullo stipite. Le voraci larve che ne fuoriescono si cibano dei tessuti vivi mentre scavano gallerie nell'ospite e una volta prossime ad impuparsi possono superare i 5 cm di lunghezza. Le palme attaccate emettono un essudato dai fori di penetrazione delle larve, le foglie si piegano e l'intera pianta inizia a collassare. Solo una volta che la pianta muore gli adulti delle generazioni successive si spostano in cerca di un altro esemplare da attaccare, infatti l'intero ciclo biologico del parassita si svolge all'interno della palma ospite.

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